Altruismo, per un lessico comtiano

Altruismo, per un lessico comtiano
Habitant une tombe anticipée, je puis désormais tenir aux vivants un langage posthume, qui sera mieux affranchi des diverses préjugés, surtout théoriques, dont nos descendants se trouveront préservés
Auguste Comte, 1855  
 
Un modo per testare quanto sia problematico il lascito del positivismo comtiano, sia che lo si voglia vedere vivo e vegeto in un certo scientismo pragmatista che ci pervaderebbe, sia che lo si voglia morto e sepolto insieme alla religione che aveva preteso fondare, è avvicinarlo dal versante del suo intervento sul linguaggio. Un intervento che Comte stesso aveva elevato a criterio per valutare l’efficacia della sua proposta filosofica, misurando la forza di penetrazione di innovazioni concettuali come quella contenuta nel neologismo ‘positivismo’, proposto nel 1848 e destinato, con non pochi rimaneggiamenti, a entrare nel patrimonio lessicale del nostro vocabolario filosofico.
Presente nella rivista N: 
3/2017 - Anno XXIX - Luglio/Settembre
Autore: 
Davide De Sanctis

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