Bene morale e bene sociale in Antonio Genovesi: l’idea di felicità come prassi individuale

Bene morale e bene sociale in Antonio Genovesi: l’idea di felicità come prassi individuale

«Dunque, tutti i diritti, de’ quali le persone nascono fornite, non hanno altro fine salvoché il fine d’ogni essere sensitivo, cioè il conservarsi col minimo de’ dolori»
(ƒ XIV, Cap. I, Lezioni)

Esiste una stratificata letteratura che colloca Antonio Genovesi nel panorama illuminista italiano quale primo autore della scuola napoletana del diritto naturale fortemente influenzato dalla lezione del Vico . La Diceosina, secondo Ferrone, che ha curato l’ultima edizione critica dell’opera apparsa nel 2008, è stato il trattato morale europeo più significativo dal punto di vista giusnaturalistico perché strutturato sull’essenza e la realizzazione dei diritti dell’uomo. Genovesi commentatore e oppositore di Rousseau, che aveva rinvenuto nelle istituzioni, nelle arti e nelle strutture sociali la corruzione delle qualità morali dell’individuo, fonda al contrario attraverso le categorie vichiane dello jus naturale prius e dello jus naturale posterius che vedremo più innanzi, quello che si potrebbe definire un’etica della relazione sociale nel cui funzionamento e grazie ai cui vincoli, il singolo dispiega la propria esistenza.

Presente nella rivista N: 
4/2017 - Anno XXIX - Ottobre/Dicembre

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