Editoriale

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Questo numero della Rivista ruota su due perni importanti: la straordinaria lezione di papa Francesco sulla questione ambientale e gli attuali sviluppi della dimensione europea. La lettera enciclica Laudato sì ha avuto un effetto dirompente, nel mondo laico più ancora che in quello cattolico. Né è la prima volta che ciò si verifica. Potremmo citare l’entusiasta affermazione di Edgar Morin – per il quale la definizione di ‘laico’ è quasi riduttiva rispetto al suo sbandierato ateismo – quando parla di “enciclica provvidenziale”, ma preferiamo limitarci alle mille adesioni prontamente aggregatesi intorno all’intervento del Pontefice. A questo punto ci chiediamo: fu vero scandalo, quello del Papa ambientalista? Bene ha scritto Giuseppe Acocella, nel rimarcare come la Laudato sì presenti larghi tratti di continuità con il magistero pontificio, nello specifico dei precedenti interventi sul pianeta come “casa comune”. A cinquanta anni esatti dalla promulgazione della Costituzione pastorale Gaudium et spes l’essere umano vive ancora una condizione emergenziale che rischia di diventare strutturale, se non interviene una nuova alleanza tra credenti e non credenti, con la condivisione dei reciproci dubbi, prima ancora che delle reciproche certezze. È già successo in passato, come ricorda Acocella, sarebbe il caso che accadesse anche in futuro.

Presente nella rivista N: 
3/2015 - Anno XXVII - Luglio/Settembre
Autore: 
Antonio Iodice

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