Fra affinità e divergenze. L’ingresso della Grecia nella Nato e l’azione diplomatica italiana in difesa del Canale d’Otranto

Fra affinità e divergenze. L’ingresso della Grecia nella Nato e l’azione diplomatica italiana in difesa del Canale d’Otranto

La mancata estensione al Mediterraneo orientale e, in senso più ampio, alla Penisola Balcanica nonché al Vicino Oriente del sistema di sicurezza nato con il Patto Atlantico costituiva – in un periodo di duro confronto con l’Unione Sovietica – un elemento di criticità per la difesa del blocco occidentale. Dopo la conclusione della guerra civile ellenica – il 16 ottobre 1949 – il Dipartimento di Stato, raccogliendo sollecitazioni provenienti soprattutto da Ankara, cercò di promuovere un accordo regionale tra Grecia e Turchia finalizzato a garantire una più adeguata difesa del fianco sudorientale dell’Alleanza. La genesi di questa intesa – che andava considerata a mo’ di complemento e non di alternativa alla possibilità di ammettere questi due Paesi nella Nato – venne seguita fin dal principio con grande attenzione dalla diplomazia italiana che, dopo aver costruito con una serie di accordi bilaterali rapporti di buon vicinato con molti Stati dell’area, stava cercando di riservare a Roma un ruolo di cerniera fra l’Alleanza Atlantica e un possibile sistema mediterraneo, tale da consentirle di recuperare una posizione di assoluto rilievo in una regione per essa strategica.

Presente nella rivista N: 
1/2015 - Anno XXVII - Gennaio/Marzo
Autore: 
Settimio Stallone

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