Il risveglio del gigante che fa paura all’Occidente

Il risveglio del gigante che fa paura all’Occidente

Si è risvegliato un gigante, che ha scoperto di non avere i piedi di argilla. La Cina, tra passato e presente, tradizione e modernità: da un lato le megalopoli in pieno boom sociale, demografico, economico, dei costumi, come Shanghai e la capitale Pechino, dall’altro le immense aree rurali oppresse da miseria e povertà, oramai endemica, come spiega nel suo racconto nitido ed accattivante Renata Pisu, sinologa ed autrice de “Il Drago Rampante” (Sperling&Kupfer). Il forte potere dirigista e penetrante del Partito unico, che ancora –a dispetto di una politica economica per nulla socialista in senso stretto- si definisce comunista, e l’affermarsi di un capitalismo sregolato, sui generis, contaminato, alla stregua purtroppo delle democrazie occidentali, dal virus della corruzione, come sotto gli occhi del mondo è apparso in tutta la sua tragicità nella regione del Sichuan, epicentro del recente, devastante terremoto, dove migliaia di bambini sono morti sotto il crollo delle loro scuole tirate su come castelli di carta da imprenditori senza scrupoli, collusi a funzionari di partito compiacenti. E poi la millenaria cultura del Celeste impero e gli intellettuali vecchi e nuovi; una miscellanea peculiare tra religione e tradizione, Confucio e Mao Zedong, con le giovani classi dirigenti permeate da una secolarizzata laicità, che spesso fa a pugni con l’ossequioso rispetto di usi e costumi tramandati per generazioni e custoditi sacralmente dagli anziani. 

Presente nella rivista N: 
2/2008 - Anno XX - Aprile/Giugno
Autore: 
Vincenzo Perone

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