La dignità di un popolo sulla vetta del mondo

La dignità di un popolo sulla vetta del mondo
L’insurrezione dei monaci e della società civile tibetana rischia di rovinare la festa dei giochi olimpici cinesi: la Repubblica Popolare Cinese, nuovo attore responsabile nella governance mondiale, membro permanente del Consigli di Sicurezza ONU, della WTO, principale partner commerciale dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, risponde con feroce repressione.

Le origini dell’attuale questione tibetana risalgono all’esilio del Dalai Lama in India dopo la fallita ribellione contro l’autorità cinese a Lhasa nel 1959. Formalmente, la Regione Autonoma del Tibet nacque nel settembre del 1965. Tuttavia, durante il periodo della rivoluzione culturale (1966-1976) l’autonomia fu solo sulla carta. Dal 1978 il potere centrale cambiò ottica, cercando – pur se in misura limitata - di ristabilire e migliorare il sistema di autonomia regionale. Tra il 1985 e il 1988 vi furono timidi segnali di apertura in materia culturale, ma dal 1989 il Partito Comunista Cinese ha assunto nuovamente una posizione politicamente intransigente sulla questione del secessionismo tibetano, vanificando così gli sforzi per l’attuazione di una vera autonomia. Due forze hanno avuto importanza cruciale nel determinare la politica cinese in Tibet: il valore geostrategico del Tibet nella dinamica della sicurezza regionale, e la sovranità come componente essenziale del nazionalismo cinese. 

Presente nella rivista N: 
2/2008 - Anno XX - Aprile/Giugno
Autore: 
Eva Pföstl

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