Sullo scaffale

Sullo scaffale

In ambito cinematografico si parla di “spoiler” quando un testo riporta alcune informazioni che potrebbero svelare i punti salienti della trama di un film. Inserendo il termine spoiler, quindi, il lettore è avvertito del rischio di conoscere, nel caso proceda nella lettura, particolari che possano “rovinare la sorpresa” della visione. Non vogliamo assolutamente incorrere nello “spoiler”, all’interno di questa recensione, anche perché il saggio di Simone Venturini si presenta proprio come un “giallo” ma...senza cadavere! Gesù è stato ucciso, ma il suo corpo è sparito e mancano segni di effrazione e di furto. Attenzione, però: il lato noir non deve prendere il sopravvento, nella curiosità del lettore, e disperdere i significati più profondi, diremmo “meta-simbolici”, suggeriti dall’Autore. Dietro l’immagine del sepolcro vuoto, infatti, si situa il clamore per aver infranto l’unica certezza posseduta dall’uomo: la morte e il ricordo di essa, la morte e il sepolcro, la morte e il pianto dei cari di fronte al sepolcro. Tutte queste consequenzialità saltano se il sepolcro non contiene più il cadavere (senza che questo sia stato all’apparenza trafugato, ovviamente): dove piangere il morto, dove edificare il suo ricordo, dove andare per tenere viva la memoria? Soprattutto: perché piangere il morto se manca il cadavere e, quindi, manca la Morte? È bene precisare che qui il saggio ha uno “scatto” e offre il valore aggiunto di una seria indagine storiografica, basata su documentazioni certe, analisi testuali, ricerche archeologiche e papirologiche d’avanguardia, aggiornati studi scientifici e accurate ricostruzioni dei contesti culturali.

Presente nella rivista N: 
4/2011 - Anno XXIII - Ottobre/Dicembre

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