I possibili scenari dell'Egitto

Il mondo intero sta seguendo con grande attenzione l'evoluzione della situazione interna egiziana. Il discorso pronunciato da Mubarak non ha convinto i suoi oppositori, sempre più decisi a non abbandonare la piazza sino a quando non avrà abbandonato la presidenza.
Gli scontri di ieri sono probabilmente stati il frutto di un tentativo, da parte dello stesso Mubarak, di destabilizzare quella che sino ad oggi è stata una protesta pacifica, generando una situazione di caos tale da rendere necessaria la sua permanenza al potere.
Se questo era il suo scopo, tuttavia, non pare essere stato raggiunto. Nella serata di ieri il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha nuovamente chiesto una veloce e ordinata transizione, confermando dunque che Washington non intende sostenere oltre Mubarak.
È tuttavia difficile, in questo momento, capire ciò che potrà accadere nelle prossime ore in Egitto. Amir Madani, collaboratore dell'area di ricerca storico-politica del nostro Istituto, delinea i possibili scenari in un interessante articolo apparso oggi sull'Huffington Post. Madani ricorda come i tre attori principali sulla scena politica egiziana, al momento, sono l'elite militare, il popolo egiziano e gli islamici. Sino ad oggi il paese è stato governato di fatto dall'elite militare, di cui lo stesso Mubarak è espressione diretta.
Il paese è stato in tal modo considerato stabile e affidabile dagli alleati occidentali, Stati Uniti in primis e da Israele. Il popolo egiziano ha tuttavia pagato un prezzo, ovvero la mancanza di reale democrazia. Quali scenari, dunque, potranno verificarsi in Egitto? Secondo Madani sono tre i principali scenari ipotizzabili. Un primo scenario potrebbe vedere il riaffermarsi dell'elite al potere, tuttavia costretta ad aprire uno scontro forte con la società civile. Il secondo potrebbe portare a un vuoto di potere, mentre il terzo vedrebbe le Forze armate, in qualità di istituzione chiave, costringere Mubarak a lasciare il potere in quanto causa di instabilità. In tal caso le stesse forze armate si farebbero carico della sicurezza e della stabilità del paese, lasciando magari a una figura come quella di El Baradei il compito di guidare la transizione.
Ogni scenario, in questo momento, resta possibile.
by Amir Madani, Senior Research Fellow at Institute of Political Studies "S. Pio V"

