I Frati Minori Cappuccini

Nei primi decenni del XVI secolo, tre Francescani Osservanti italiani – Matteo da Bascio e i fratelli Ludovico e Raffaele da Fossombrone – si trovarono uniti da un medesimo desiderio: vivere la loro vocazione dando maggiore importanza alla contemplazione e all’osservanza pura e fedele della Regola di San Francesco e i suoi primi compagni, presi come modello di vita. Nel 1528, con l’aiuto della nipote di Papa Clemente VII, la duchessa di Camerino Caterina Cybo, che li aveva ammirati per la carità con cui avevano servito i malati durante la peste del 1525, essi ricevettero l’autorizzazione pontificia per vivere secondo quanto desideravano. Tra le altre cose Clemente VII aveva dato loro facoltà di vestire l’abito francescano con un cappuccio a punta e di portare la barba, simboli di povertà, semplicità ed austerità. L’Ordine dei Cappuccini, che all’inizio furono chiamati “Frati Minori della vita eremitica”, deve appunto il suo nome al cappuccio a punta dell’abito che li contraddistingue ancora oggi dagli altri frati minori.

Dopo aver ottenuto l’approvazione papale con la bolla Religionis zelus del 3 luglio 1528, molti altri francescani iniziarono ad unirsi ai cappuccini tra i quali i nomi insigni di Giovanni da Fano, Bernardino d’Asti e Bernardino Ochino, i quali sarebbero stati le colonne della nuova famiglia francescana. L’ingresso di questi frati nell’Ordine comportò anche lo sviluppo della nuova forma di vita. Infatti, mentre i primi cappuccini erano impegnati soprattutto nel lavoro manuale, questi ultimi arrivati diedero grande importanza alle predicazioni ed agli studi, senza tuttavia indebolire lo spirito di preghiera e di austerità. Le due forme di lavoro, manuale ed apostolico, coesistono ancora oggi nell’Ordine.

Nell’aprile del 1529 Ludovico da Fossombrone convocò il primo capitolo con lo scopo di eleggere i nuovi superiori e redigere nuove costituzioni che portavano il titolo di “Costituzioni dei frati della vita eremitica”. Questo avvenne ad Albacina. Nel capitolo di S. Eufemia, vicino Roma, che si tenne nel 1536, fu eletto ministro generale p. Bernardino d’Asti che promulgò le nuove costituzioni. Queste ordinavano ai frati il servizio agli appestati, ai poveri, ai carcerati e li incoraggiavano a partire per terre di missione. Il governo di padre Bernardino sembrava davvero rispettare l’ideale francescano di povertà, di vita di orazione, semplicità e amore fraterno. La predicazione si estendeva a tutti i livelli: dalla più dotta, dei sacerdoti, a quella più semplice, ma non meno incisiva, dei frati non chierici al popolo.

La riforma cappuccina ebbe un rapido sviluppo numerico: cinquant’anni dopo l’ordine contava più di 3500 frati. Intorno al 1761 il numero dei cappuccini raggiunse la vetta di 34.000 unità, sparsi in tutta Europa, nelle Americhe, in India e in Africa del Nord.

Tra i Santi dell’Ordine cappuccino ricordiamo San Felice da Cantalice, san Lorenzo da Brindisi, san Serafino da Montegranaro, san Bernardo da Corleone, san Pio da Pietrelcina, san Leopoldo Mandiç da Castelnuovo.
 
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