3. L'evoluzione dell'Ordine Francescano

La storia dell’Ordine Francescano è caratterizzata da una continua tensione fra le aspirazioni eroiche alla completa realizzazione dell’ideale di povertà incarnato da san Francesco e dettato dalla regola, e gli adattamenti inevitabili per incarnare e diffondere tale ideale. Subito dopo la morte del santo, emersero nell’Ordine tre tendenze: i rigoristi, tra cui i vecchi compagni di san Francesco, come frate Leone e Cesario da Spira; i fautori di un’osservanza mitigata con frate Elia, che allargò la regola e costruì la basilica di Assisi; i moderati, come Antonio da Padova e Bonaventura da Bagnoregio, a metà tra i due schieramenti. La controversia non era solo limitata all’osservanza della povertà, ma riguardava anche la necessità degli studi e della formazione, giudicata inutile dai rigoristi. Più volte i papi dovettero intervenire adottando, secondo il loro carattere e secondo le varie circostanze, una linea oscillante. Se Niccolò III nel 1279 con la bolla Exiit qui seminat ribadiva l’ideale francescano, ricordando fra l’altro che Cristo e gli Apostoli non avevano avuto alcuna proprietà, e inculcava l’osservanza di una povertà concreta, senza abusi, Clemente V nel 1312 con la bolla Exivi de Paradiso imponeva un’osservanza più letterale della regola. Giovanni XXII, irritato dall’indisciplinatezza dei rigoristi, intervenne invece duramente, allargando le possibilità della regola e facilitando la diffusione nell’Ordine di abusi: sotto il suo pontificato le tensioni spirituali si intrecciarono alle problematiche politiche, sicché i rigoristi si schierarono con Ludovico il Bavaro e il generale dell’Ordine, Michele da Cesena, venne addirittura scomunicato. Lentamente la tempesta si calmò, ma la scissione si fece più profonda, dando origine a due rami distinti, i Conventuali e i Frati Minori osservanti, spiritualmente più fedeli all’ideale primitivo anche se giuridicamente possono essere considerati una ramificazione posteriore. Nel Quattrocento i Frati Minori ottennero un proprio vicario generale; la separazione definitiva si realizzò però solo nel 1517 con la bolla di Leone X Ite et vos in vineam meam. Gli Osservanti erano 30.000; altrettanti i Conventuali.
 
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