Le guerre contro i Volsci occupano tutta la storia del V secolo a.C., e dovettero colpire profondamente i Romani. Le gesta di Coriolano, che si sarebbero cantate ancora all’epoca di Augusto, costituiscono la trascrizione mitica e poetica di tali vicende. Nella realtà, è molto difficile ricostruire la storia, estremamente confusa e intricata, di questo periodo.
Nel IV secolo a.C., dopo numerose lotte contro i Romani alleati dei Latini, i territori dei Volsci vennero assoggettati al popolo di Roma. La stessa sorte toccò ai territori degli Aurunci. Sorsero quindi numerose colonie latine, quali Norba, Ardea, Cori, Sezze, ed altre lo divennero, quali Anzio e Terracina.
Con la conquista romana il nome Latium si estese a tutti i territori conquistati ed insieme alla Campania la zona venne compresa da Augusto nella Regio I.
Nella fase arcaica della storia romana, lungi dal presentarsi come povera e malarica, la regione appare in ben altre condizioni di sviluppo e di stato ecologico. Lo stesso Livio negli Annales, nel corso della narrazione delle guerre contro i Volsci, analizza l’origine della ricchezza di uomini e mezzi di questa popolazione.
La provincia Pontina, divenuta romana, fu il granaio di Roma e anche area per le vacanze delle nobili famiglie romane.
Nel 312 a.C. il censore Appio Claudio volle la via Appia, che in un primo periodo collegava Roma a Capua e poi si estese fino a Benevento e Taranto, ed infine a Brindisi.
Le maggiori città della regione vennero arricchite di templi, mura difensive, archi, fori, teatri, terme.
L’età imperiale fu forse il periodo di maggior ricchezza per quest’area. Ville imperiali sorsero in seguito nei luoghi più caratteristici lungo la costa, ad esempio la villa dell’imperatore Domiziano a Sabaudia, la villa di Tiberio a Sperlonga.
I Romani conobbero ed utilizzarono le Isole Pontine, vi costruirono imponenti opere idrauliche ed ingegneristiche come l’acquedotto da Cala Inferno a Santa Maria a Ponza ed il porto di Ventotene dove relegarono forzatamente personaggi pubblici scomodi, come la figlia di Augusto Giulia, la moglie di Nerone Ottavia, la moglie di Germanico Agrippina.
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