3. Feudo e Latifondo


Il crollo dell’impero romano travolse anche l’area Pontina. Goti, Visigoti, Vandali, Bizantini, Longobardi percorsero questa terra saccheggiandola, provocandovi flessione demografica, spopolamento delle campagne e l’impaludamento dell’agro Pontino.

Con la guerra greco-gotica, combattuta tra i Bizantini e i Goti tra il 535 e il 554, l’Italia meridionale tutta subì terribili devastazioni. La conquista bizantina mutò la situazione politica e territoriale della zona: il Lazio, come ducato di Roma, andò a dipendere dall’Esarcato di Ravenna. Nonostante ciò, le incessanti lotte tra i nuovi invasori Longobardi e Bizantini, che si protrassero tra il VI e l’VIII secolo, permisero lo sviluppo di tendenze autonomistiche nella zona, soprattutto sul litorale campano, attorno alla città di Gaeta, mentre il potere papale, forte del Patrimonium Sancti Petri e della propria influenza sulle popolazioni, si sostituiva gradualmente all’impero bizantino.

Il predominio sul territorio del Lazio meridionale che divenne Provincia di Campagna e Marittima quando il Sacro Romano Impero riconobbe lo Stato Pontificio, fu motivo di violente lotte tra le famiglie dell’aristocrazia laica ed ecclesiastica, tra queste ed il papato e le nascenti municipalità. Si moltiplicano per questo motivo gli interventi architettonici di tipo difensivo, quali mura e torri. Dal IX al X secolo, inoltre, si susseguono le incursioni provenienti dal mare di pirati saraceni. Tutti i centri costieri più importanti vennero ripetutamente distrutti; si rafforzò quindi la difesa da terra grazie la costruzione di torri lungo tutta la costa.

La presenza saracena nel Sud della provincia determina e accentua una profonda modificazione demografica, sociologica e urbanistica, che era stata già avviata con la prima decadenza post-imperiale. Le popolazioni più esposte cercano protezione in Gaeta.

Il castrum si arricchisce di nuove forze e si trasforma in un agglomerato civile che conta su una diffusa agricoltura, sulla pesca, sui pochi traffici marittimi e si difende chiudendosi all’interno del grande bastione naturale di Monte Orlando o alleandosi con i saraceni, come avviene per circa quaranta anni.

Nel 915, nella piana del Garigliano, avviene la battaglia che distrusse l’insediamento arabo, aprendo un nuovo periodo fondato su un sistema politico locale che porta il Latium adjectum fuori dell’orbita romana e dentro il sistema napoletano che si andava organizzando.

Nei secoli seguenti i feudi pontini si espandono, ma sempre sotto il dominio di un signore appartenente ad una delle importanti famiglie romane, i Colonna, i Caetani, i Frangipane, gli Annibaldi.

Le vicende che interessano il continente hanno conseguenze e ripercussioni anche sulle isole Pontine. Qui, dalla fine del VI secolo, si erano formate comunità monastiche, che avevano cercato solitudine e segregazione forzosa durante le persecuzioni contro i cristiani, che in seguito erano rimaste in quei luoghi di raccoglimento e penitenza.

Sulle Isole si orientarono le prime incursioni saracene (813), più di venticinque anni prima dell’assalto al continente. A questo periodo risale la prima fase di spopolamento e di fuga verso il più sicuro continente anche dei monaci, che fecero ritorno alle isole nel XIII secolo. I cistercensi si stabilirono a Ponza, dove utilizzarono il monastero di Santa Maria abbandonato dai fondatori benedettini. Anche sull’isolotto di Zannone fu eretto un monastero, prima benedettino poi cistercense, dedicato a Santa Maria e al Santo Spirito. Alla metà del XIII secolo possedeva addirittura Ventotene e Ustica.

Nel corso del medioevo, la regione Pontina, in particolare la Provincia di Marittima, ha legato il proprio nome alla presenza di diversi insediamenti monastici di matrice cistercense: le abbazie di Fossanova presso Priverno, quella di Valvisciolo presso Sermoneta, e Santa Maria del Monte Mirteto presso Ninfa. Vari e su diversi piani furono gli inf lussi che i cistercensi esercitarono in quest’area dal punto di vista politico ed economico, così come nella costruzione del paesaggio rurale e nella diffusione dello specifico linguaggio architettonico gotico-borgognone nei suoi centri abitati.

Fondamentale, dal punto di vista dei rapporti tra Cistercensi e poteri locali nella provincia pontificia, è il ruolo attribuito all’ordine nell’inquadramento che nel corso del XII secolo il papato cercò di dare alla parte più meridionale del Patrimonio di San Pietro. Unito all’impatto che i monaci ebbero sull’assetto complessivo del territorio, ai loro rapporti con le diocesi, all’acquisizione dei diritti sulle chiese private, alla nascita dei culti cittadini, alle relazioni con le città e le aristocrazie locali, veri punti di forza, questi ultimi, dell’insediamento cistercense e veicolo di penetrazione dell’Ordine nella regione.

Nel XII e XIII secolo il nuovo assetto feudale e comunitario si consolida, come testimoniano la cattedrale di Santa Maria di Piperno, la chiesa della Sorresca sul lago di Paola, sul quale i monaci di Grottaferrata esercitano a lungo il proprio dominio, la cattedrale di San Pietro a Fondi, la chiesa di San Pietro a Minturno ed innanzitutto le vicende relative alla costruzione dell’Abbazia di Fossanova.

Il XIII secolo è altrettanto vivace di avvenimenti. Si costruisce la collegiata di Santa Maria a Sermoneta, il palazzo dei Templari a San Felice Circeo. San Francesco compie uno dei suoi viaggi anche in terra Pontina, toccando nel 1222 Cori, Terracina, Gaeta, Minturno.

San Tommaso d’Aquino in viaggio da Napoli verso Lione, viene colto da malore, avvertendo l’approssimarsi della morte, si fa portare a Fossanova, dove muore nel 1274.

Negli anni seguenti, il papa Bonifacio VIII agevolò la fortuna della famiglia Caetani con una serie di acquisti territoriali: Astura, Norma, Bassiano, Sermoneta, Ninfa a baluardo della strada pedemontana. Sotto Onorato I Caetani, si realizzò la fusione dei territorio da Cisterna a Suio, accorpando il territorio che corrisponde alla attuale circoscrizione amministrativa della provincia di Latina.

Nel corso del XIV secolo si attua l’età più prospera della provincia Pontina, quando i comuni hanno consolidato la loro organizzazione, come testimoniano le nuove costruzioni che impreziosiscono i luoghi: il duomo di Sezze, l’Abbazia di Valvisciolo. Onorato I Caetani si ribella al potere papale promovendo lo Scisma d’Occidente del 1378. I successori di Onorato I fanno del ducato di Fondi una potenza europea con l’appoggio di re Alfonso d’Aragona di cui diventa viceré, cambiando il nome di famiglia in Gaetani. Il ramo dei Caetani di Sermoneta rimarrà fedele al papa, quello di Fondi fedele a Napoli.

 
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