1. Nascita dell'Ordine

L’Ordine dei Cistercensi sorse nella seconda metà dell’XI secolo con l’intento di ristabilire la primitiva austerità predicata dalla Regola di San Benedetto. Ciò avvenne in contrasto con l’altro ramo derivato dall’originario ceppo Benedettino, i Cluniacensi².

Il primo fondatore dell’Ordine fu Roberto di Molesme, già Abate in alcuni Monasteri Benedettini, che scelse poi la vita anacoretica per comprendere pienamente la Regola di San Benedetto.

Nel 1075, avendo raggiunto un discreto numero di seguaci, fondò il Monastero di Molesme. Nel tempo però il Cenobio, per via delle numerose donazioni ricevute dal duca di Borgogna e dal conte di Troyes, si era notevolmente arricchito, allontanandosi dai primitivi dettami di austerità e rigore. Era stato disatteso il principio ispiratore di autosufficienza del Monastero, raggiunto tramite un’essenziale vita comunitaria scandita unicamente dal lavoro e dalla preghiera.

Questo indusse Roberto, nel 1098, a lasciare il complesso monastico di Molesme insieme a ventuno Monaci, tra cui Stefano Harding e Alberico, per erigerne un altro vicino Digione, a Citeaux, nella Borgogna francese. La fondazione fu chiamata “Nuovo Monastero”. Alla guida della comunità c’era ancora, con l’approvazione papale, Roberto di Molesme.

Successivamente il Monastero assunse il nome dalla località in cui sorgeva, appunto Citeaux, in latino Cistercium. Da qui i monaci si chiamarono Cistercensi. Già nel 1099 però, Roberto fu costretto dal Papa Urbano II a rientrare nel Monastero di Molesme. La guida di Citeaux fu quindi presa da Alberico, che operò tra forti difficoltà. Tali contrasti permasero anche con il suo successore, Stefano Harding, il terzo Abate di Citeaux. Quest’ultimo fu anche l’autore della Charta Caritatis, la regola dell’Ordine, che richiamava all’osservanza della regola Benedettina. Stabiliva, inoltre, che ogni Abbazia era legata giuridicamente all’Abbazia madre e ogni anno, a settembre, tutti i Monaci dovevano riunirsi a Citeaux nel capitolo generale dell’Ordine. Ciò serviva per scongiurare un legame troppo rigido con l’Abbazia madre, impedendo contemporaneamente un’indipendenza eccessiva degli Abati.

Stefano Harding presentò la Charta Caritatis presso la Santa Sede, affinché fosse approvata. La corredò con l’Exordium cisterciensis coenobii, dove illustrava la fondazione del nuovo Monastero e la nascita della comunità religiosa in esso raccolta. L’approvazione arrivò da Papa Callisto II il 23 dicembre 1119, sancendo così la nascita ufficiale dell’ordine di Citeaux, i Cistercensi.

Le difficoltà dell’Abate Stefano, derivanti dallo scarso numero di seguaci e dalla esiguità delle risorse, furono superate con l’arrivo a Citeaux nel 1113 di Bernardo di Clairvaux, seguito da trenta discepoli. Il suo ascendente fornì nuovo impulso al Monastero, al punto tale che per accogliere la crescente comunità monastica fu necessario fondare nuovi Cenobi. I più importanti furono la Ferté, la cui edificazione, voluta da Stefano Harding, iniziò già nel 1113, Pontigny nel 1114, Morimond e Clairvaux, dove Bernardo fu il primo Abate nel 1115. Da queste quattro Abbazie, insieme alla loro Abbazia madre di Citeaux, dipesero poi tutti gli altri insediamenti sparsi per l’Europa.

Dall’Abbazia della Ferté dipese la prima fondazione cistercense italiana, quella ligure di Tiglieto, eretta nel 1120. Le più importanti Abbazie italiane dipesero però da Clairvaux, o meglio da una sua diretta filiazione, l’Abbazia di Hautecombe³ in Savoia.



² Ordine fondato in Borgogna (Francia) presso Cluny, nel 910, da Guglielmo duca di Aquitania e dall’Abate Bernone. I Cluniacensi edificarono sul posto un’Abbazia, operando contemporaneamente la prima riforma dell’Ordine Benedettino, rivendicandone l’iniziale austerità. Furono però accusati dai Cistercensi di aver mitigato la rigidità della Regola di San Benedetto.

³ Altacomba.

 
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