La Chiesa e l'aspetto attuale dell'Abbazia


10 - Fossanova - Piazzale d'ingresso
L’edificazione della Chiesa iniziò nel 1170 e andò avanti permolto tempo a fasi alterne, soprattutto per le ripetute invasioni di Federico Barbarossa, al quale però è da attribuire anche, dopo la riconciliazione con Papa Alessandro III, la ripresa definitiva del cantiere. Testimonianza dell’intervento del Barbarossa era un’iscrizione, ormai scomparsa, posta in un mosaico della lunetta sul portale d’ingresso alla Chiesa6.

L’altare maggiore fu consacrato solo nel 1208 da Innocenzo III. È quindi probabile che alla morte del Barbarossa, avvenuta nel 1190, la costruzione della Basilica fosse ancora in una fase intermedia.

Facciata della Chiesa – Oggi si accede al piazzale antistante la Chiesa oltrepassando una torre collocata nel muro di cinta che in passato cingeva gli edifici intorno all’Abbazia.


11 - Fossanova - Chiesa, facciata
Superato il passaggio ad arco sotto la torre, si percorre un largo viale in fondo al quale, sulla destra, si vede la facciata della Chiesa (fig. 10 e 11).

Ci si accorge anche come la Basilica si trovi ad un livello inferiore rispetto al piazzale, circa un metro.

La facciata, priva di intonaco e realizzata con una finitura in conci di pietra a vista, è tripartita sul tipo Basilicale, dove la suddivisione interna a tre navate è intuibile anche dal disegno esterno.

È costituita da un corpo centrale più alto, corrispondente al volume della navata principale e coperto con tetto a falde, affiancato da due volumi più bassi, coincidenti con le navate laterali, coperte queste con tetto ad unico spiovente. Le due porzioni laterali della facciata, simmetriche alla centrale, sono chiuse da due archi ciechi, anch’essi acuti, probabilmente preceduti in passato da un portico (tipico delle basiliche cistercensi) che però non doveva coprire il portale d’ingresso.


12 - Fossanova - Chiesa, portale
La parte centrale della facciata è separata dalle laterali da due pilastri sporgenti ed è suddivisa in tre fasce orizzontali sovrapposte, scandite da cornici. In quella inferiore è inserito il portale, nella centrale un rosone di notevoli dimensioni, mentre la parte superiore è costituita da un timpano triangolare. Le componenti più interessanti di questa facciata sono senz’altro il portale (fig. 12) e il rosone (fig. 13).

Il portale è formato da un arco a sesto acuto dove, nella lunetta, è ripreso lo stesso motivo a raggiera di colonnine ed archetti del rosone. L’arco del portale è incorniciato da un triplice arco anch’esso acuto, la cui accentuata strombatura, insieme alla sapiente modanatura delle colonnine, dona un felice effetto plastico. Questo portale è probabilmente opera di lapicidi locali.


13 - Fossanova - Chiesa, rosone
Il rosone, di circa cinque metri di diametro, è formato da una raggiera di ventiquattro colonnine che nascono da un foro centrale per irradiarsi verso l’esterno. Ognuna di esse è completata, verso l’esterno, da capitelli sormontati da archetti a tutto sesto che formano un disegno di questo tipo: ogni archetto a tutto sesto ha il centro in un capitello ed un raggio pari alla distanza tra il centro ed il capitello successivo. Le intersezioni di questi archetti formano una serie di archi acuti.

Sopra l’attuale rosone è sopravvissuta una porzione del precedente rosone, di dimensioni minori.

Presumibilmente la sostituzione del primitivo rosone con uno più grande è legata all’eccessivo protrarsi dei lavori che ha portato nel cantiere di Fossanova diversi architetti.

Al frammento superstite del primo rosone è anche legata una tradizione che lo vede come simbolo della corona imperiale di Federico Barbarossa, che volle quindi lasciare una simbolica firma del suo contributo alla fabbrica di Fossanova, oltre alla sopra citata iscrizione poi persa.

Successiva al Barbarossa è l’apertura ottagonale sistemata nel timpano triangolare superiore. Si tratta, quasi certamente, del rifacimento di un foro simile per dimensioni e forma a quello dell’abside.

Ai lati della navata principale, sempre esternamente, sono presenti dei contrafforti destinati a contrastare la spinta laterale delle volte a crociera. Il volume dell’edificio è scandito da questi speroni che relegano la struttura muraria visivamente in secondo piano, destinandola a sfondo. Attraverso questi contrafforti emerge la chiarezza costruttiva e strutturale della Basilica fossanoviana.

Interno della Chiesa – È a tre navate, fedele ai prototipi francesi di Fontenay e Pontigny. La navata centrale è scandita da sette campate rettangolari, con il lato lungo trasversale rispetto all’asse longitudinale della Chiesa. Ai lati le navate secondarie sono formate da campate ancora rettangolari, il cui lato lungo coincide con il lato corto delle campate formanti la navata principale.

Le tre navate, coperte con volte a crociera, sono separate da due file di sette pilastri, i quali delimitano archi a sesto acuto. Le colonne che sostengono le volte non arrivano fino a terra, ma poggiano su peducci pensili. Questa soluzione fu scelta perché gli stalli del Coro, esteso alla navata centrale, non avrebbero potuto essere addossati ai pilastri se le colonne fossero giunte fino al pavimento. Colpisce lo slancio e la luminosità della navata centrale rispetto alle laterali.

Le volte a crociera non hanno costoloni che ne accentuano la forma. Le nervature sono presenti solo in quella, a pianta quadrata, posta all’incrocio tra la navata principale ed il transetto. Quest’ultimo è formato da due campate rettangolari per lato, uguali a quelle della navata principale (altrimenti la volta posta all’incrocio tra navata e transetto non avrebbe potuto essere a pianta quadrata). Sul lato verso il presbiterio si aprono poi due cappelle per lato che fiancheggiano l’abside.


14 - Fossanova - Chiesa, tiburio
Sopra la volta a pianta quadrata si eleva il tiburio a pianta ottagonale che ospita le campane (fig. 14). È formato da due piani sormontati dalla lanterna. Su ogni lato ha una bifora archiacuta per piano (quindi due, sovrapposte, per lato), mentre la lanterna, sempre ottagonale, ha una bifora per lato, sempre archiacuta. L’aspetto di questo tiburio è sostanzialmente quello originario, tranne qualche lieve restauro apportato dal Cardinale commendatario Pietro Aldobrandini.

Nel transetto, nel braccio sinistro, sopra il passaggio che immetteva nel cimitero dei monaci, troviamo affreschi rappresentanti scene con il “Trionfo della morte”. Opere simili sono presenti anche nella “Scala Santa” del Monastero del Sacro Speco di Subiaco.

Una pittura raffigurante una “Madonna con Bambino” è collocata in una delle cappelle del braccio destro del transetto.

L’abside è costituita da un unico ambiente lievemente rettangolare coperto anch’esso con volta a crociera.

Sulla parete di fondo si aprono tre finestre uguali a forma di arco acuto, sovrastate da un piccolo rosone, mentre a sinistra vediamo i resti di un dipinto trecentesco rappresentante San Tommaso d’Aquino. Un’iscrizione ricorda che il Santo fu sepolto a Fossanova prima di essere trasferito in Francia.


15 - Fossanova - Chiesa, chiostro
ambulacro romanico
Il chiostro (fig. 15 e 16) – Qui rintracciamo la prova più evidente della fusione e sovrapposizione di elementi gotici e romanici. Tre lati del chiostro appartengono al periodo benedettino, pre-cistercense, dell’Abbazia. Lo stile romanico è evidente nelle volte a botte e nelle colonne binate lisce con capitelli semplici.

Il quarto lato, opposto alla Chiesa, fu ricostruito nel periodo cistercense. Le volte sono a crociera con archi acuti. Le colonnine binate, che individuano gli archetti cuspidati aperti sul giardino centrale, sono più lavorate rispetto a quelle degli altri tre lati del chiostro. Spesso sono tortili, completate da capitelli molto lavorati.

La sala capitolare, il refettorio, l’infermeria e la foresteria – La costruzione della sala capitolare è databile intorno ai primi anni del duecento. Questa valutazione è attendibile osservando i caratteri tipici di un gotico ormai maturo, leggibili nelle crociere a volta con costoloni poggianti su due pilastri composti, sistemati al centro dell’ambiente, e su colonne pensili7 collocate negli angoli.


16 - Fossanova - Chiesa, chiostro
Particolare colonnine
ambulacro gotico
Il refettorio è un grande spazio rettangolare con tetto ligneo a due falde poggiante su cinque archi a sesto acuto sostenuti da colonne pensili. Nella parete a destra è sistemata la scaletta che dà accesso al pulpito per il monaco lettore. Ampie finestre, tre sul lato corto e cinque su uno dei due lati lunghi (le altre cinque su lato opposto furono chiuse), illuminano questo ambiente.

Dietro il refettorio troviamo l’infermeria, anch’essa, come il refettorio, coperta con tetto ligneo sostenuto da nove archi a sesto acuto, poggianti anche qui su colonne pensili. Una grande finestra ad arco a tutto sesto si apre in ogni spazio murario compreso tra una colonna e l’altra.

La foresteria si trova dietro la Chiesa ed è formata da due ambienti. Uno, destinato ai pellegrini, ha copertura di legno sorretta da archi acuti, l’altro è una piccola cappella, destinata sempre ai pellegrini, di forma rettangolare, coperta con volta a crociera a sesto acuto. Da qui una piccola scala conduce nella stanza dove morì San Tommaso d’Aquino nel 1274. Sull’altare della cappella contigua vediamo un bassorilievo raffigurante la morte del Santo.



6 FRIDERICUS I IMPERATOR SEMPER AUGUSTUS HOC OPUS FIERI FECIT.

7 Come già illustrato per la Chiesa, le colonne pensili non poggiano sul terreno ma su peducci, o mensole, posti ad una quota superiore rispetto a quella del pavimento.

 
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