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Nella zona tra Cisterna e Ninfa sorsero fin da epoca antichissima diversi insediamenti religiosi. Il più antico di cui si ha notizia, risalente al V secolo, fu il Monastero di Sant’Andrea in Silice, di origine benedettina, edificato in località “Le Castella”.
Spostandoci ad Est, verso Ninfa fu eretto il Monastero di Santa Maria in Monte Mirteto, sede, dal 1212, del primo nucleo di Cistercensi Florensi.
Sempre nel territorio di Ninfa, si trovavano le Abbazie di San Eleuterio e di Santa Maria di Marmosolio (nata come Santo Stefano Nuovo in colle Cisternae). La prima pare conservasse i resti del Santo al quale era dedicata.
L’Abbazia di Marmosolio sorse come fondazionemonastica Benedettina. Nel 1154, in seguito ad un atto di donazione del Cardinale di origine Cistercense Ugo (il futuro Gregorio IX), fu occupata da una comunità di Cistercensi, probabilmente provenienti da Fossanova. Oltre che a SantaMaria, dedicarono la loro nuova residenza a Santo Stefano, conferendole lo stesso titolo di Fossanova, della quale erano una diretta filiazione.
La prima comunità era formata da trenta monaci più dieci conversi.
Pur essendo un’Abbazia cistercense e quindi posta in zona isolata, fu sia punto di riferimento per le popolazioni locali sia, purtroppo, oggetto di saccheggi. Numerose furono le devastazioni, da quelle normanne di Guglielmo I riportate dalla Cronaca del 1155 dell’Abbazia di Fossanova, a quelle di Federico Barbarossa. Anche interessi, riguardanti soprattutto i possedimenti, da parte di baroni e popolazioni locali costituirono un’importante e costante minaccia alla sopravvivenza dell’Abbazia.
Il colpo, forse decisivo, lo inflisse il Barbarossa nel 1159, tanto da costringere la comunità ad abbandonare l’Abbazia per trasferirsi in quella di Valvisciolo di Sermoneta.
I Monaci vollero però conservare la dedica a Santo Stefano, aggiungendo al titolo già esistente della nuova residenza sermonetana (San Pietro) quello di Santo Stefano diMarmosolio, indicando con ciò la loro Abbazia originariama non la localizzazione del nuovo Monastero. Ciò ha sempre generato confusione in coloro che hanno tentato di ricostruire le vicende dell’Abbazia di Sermoneta. Non è però chiaro, infatti, se questo trasferimento fu definitivo.
Nel 1206 i Cistercensi chiesero che “Marmosolio”, intendendo forse la sede sermonetana, diventasse la loro collocazione definitiva. Potrebbe darsi, invece, che si trattasse di una richiesta di restaurare la loro sede originaria. Infatti, fino al XIII–XV secolo si hanno notizie di un’Abbazia di Marmosolio, mentre solo dopo il XIV secolo compare il nome di Valvisciolo di Sermoneta.
Ci sono anche alcuni documenti relativi al Cardinal Bernardi che lo indicano come Abate a Sermoneta nel 1445 e nel 1448, Commendatario nell’Abbazia diMarmosolio sempre nel 1445, Commendatario di Fossanova e Marmosolio nel 1447. Sembra si parli di tre Abbazie distinte che forse per il decadimento delle risorse, erano rette da un solo Commendatario. Il dubbio è se “Marmosolio” fosse riferito all’Abbazia originaria o al Monastero sermonetano. Sembra però che l’Abbazia di Marmosolio godette di lunghi periodi di solidità e ricchezza almeno fino al 1447 data in cui scomparve. Inoltre, quando fu inaugurata nel 1246 la vicina Abbazia di Valvisciolo carpinetana, pare fossero presenti sia l’Abate di Marmosolio sia quello della Valvisciolo sermonetana.
I ruderi, giunti fino ai primi decenni del XX secolo, sparirono con le opere di bonifica della pianura pontina.
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