Visita all'Abbazia di Valvisciolo di Sermoneta


21 - Abbazia di Valvisciolo
Chiesa, facciata
Come già anticipato l’impostazione della Chiesa di questa Abbazia è insolita per la tradizione costruttiva dei Cistercensi. Però possiamo rintracciare esempi simili in Basiliche sempre appartenenti a quest’ordine. Infatti, troviamo planimetrie analoghe in Spagna ad Iranzu (1195) e a Rueda (costruita tra il 1200 ed il 1226) ed in Francia a Valbenoite (terminata intorno al 1122).

La facciata della Chiesa è tripartita (fig. 21), sul modello basilicale, ed è realizzata in pietra lasciata a vista. Come già scritto, la parte sinistra, la più antica, appare di fattura meno raffinata.

La parte centrale, corrispondente alla navata principale, è più alta dei due corpi laterali ad essa simmetrici ed è coperta con tetto a due falde. Al centro si apre il portone d’ingresso della Chiesa posto ad una quota rialzata rispetto al piazzale antistante. È necessario, infatti, superare una breve scalinata composta da otto gradini. Al di sopra del portale una lunetta semicircolare, incorniciata in marmo, ospita un affresco raffigurante la Madonna con il Bambino tra San Benedetto ed un altro Santo. Questo dipinto, molto rovinato, fu riportato alla luce durante i restauri del 1905 ad opera del pittore Oreste Bea.

Sempre nella parte centrale della facciata spicca il rosone di circa cinque metri di diametro, formato da dodici colonnine che si irradiano a partire da un foro centrale per andare verso l’esterno. Archetti a tutto sesto, unendo coppie di colonnine (lasciandone una nel mezzo) e intersecandosi fra loro, formano tra una colonnina e l’altra degli archetti cuspidati, sul modello del rosone della Chiesa di Fossanova.

Al di sopra del rosone, nella zona superiore della facciata, si apre una piccola finestra circolare, mentre in ognuno dei corpi simmetrici laterali, coperti con un solo spiovente, si apre una finestrella rettangolare.


22 - Abbazia di Valvisciolo
Chiesa, navata
L’interno della Chiesa (fig. 22) non è comunque di dimensioni imponenti, misurando in pianta 43,70 metri di lunghezza per 11,10 di larghezza, con un altezza massima di 12,25 metri.

Le tre navate sono scandite da cinque campate, coperte da volte a crociera lisce, prive cioè di costoloni che ne sottolineino gli incroci. Il sostegno di queste volte è fornito da pilastri rettangolari poco slanciati, sui quali sono impostate anche le paraste che sorreggono gli archi a tutto sesto tra una campata e l’altra. Solo l’arcata che delimita l’ultima campata, quella del Presbiterio, è a sesto acuto.

Tra un pilastro e l’altro si aprono archi a sesto acuto che danno accesso alle navate laterali. Al di sopra di ognuno di questi archi si apre una finestra a tutto sesto.

Gli altari di marmo furono qui portati ai tempi di Pio IX dalla Basilica di San Lorenzo fuori le mura in Roma. Stessa provenienza hanno alcuni dei pochi dipinti, tra i quali la “Vergine con Bambino tra San Gioacchino e Santa Elisabetta” opera del Sottino e “San Lorenzo” del Savonanzio.

Altri affreschi degni di nota, anche se danneggiati, sono collocati nella cappella di San Lorenzo posta in fondo alla navata sinistra. Sono attribuiti al Pomarancio e raffigurano momenti della vita e del martirio del Santo. L’autore di queste opere pare confermato da due iscrizioni, una attualmente non visibile perché coperta dal coro, l’altra scoperta in una nicchia a sinistra della porta della Sacrestia. A quest’ultimo ambiente, al di sopra del quale si innalza il campanile, si accede tramite una porta sistemata a destra del Presbiterio.


23 - Abbazia di Valvisciolo
Planimetria
A destra della Chiesa vediamo gli altri edifici dell’Abbazia (fig. 23), l’accesso ai quali avviene mediante una porta ad arco a tutto sesto posta subito a destra della navata laterale, quella più antica. Anche questa porta, al di sopra della quale si apre una bifora composta da una coppia di archetti a tutto sesto, è posta ad una quota superiore rispetto al piazzale, più o meno allo stesso livello di quella della Chiesa.


24 - Abbazia di Valvisciolo
Chiostro
Sul fianco destro della Chiesa si aprono due porte, attraverso una delle quali si accede al chiostro (fig. 24 e 25). Quest’ultimo è uno spazio a pianta quadrata al quale però, a causa delle continue manomissioni subite nel passato, non corrisponde un’altrettanta regolarità nel numero delle campate, diverse per ogni ambulacro. Ognuno di questi corridoi perimetrali è coperto con volte a crociera. Colonnine binate in travertino sostengono gli archetti a tutto sesto che formano le aperture verso il giardino centrale. I capitelli di queste colonnine sono di fattura diversa e richiamano modelli presenti in altre Chiese come la Cattedrale di Piperno, l’Abbazia di Casamari e Santa Maria di Ferentino.


25 - Abbazia di Valvisciolo
Chiostro, ambulacro
Seguendo l’impostazione degli esempi classici di architettura monastica, anche qui a Sermoneta intorno al chiostro si aprono gli altri ambienti dell’Abbazia. Il refettorio, in contraddizione con i canoni Cistercensi, è parallelo e non perpendicolare al chiostro (come avviene, invece, a Fossanova). Dal lato orientale si accede alla sala del Capitolo formata da due navate di tre campate ciascuna, recando quindi sull’asse centrale due pilastri cilindrici sui quali poggiano le volte a crociera liscia del soffitto.

Gli edifici del Monastero furono ampliati tra il 1952 ed il 1954 dall’Abate Angelo Savastano, al quale si deve anche la sistemazione del piazzale antistante l’Abbazia.

 
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