Notizie relative al culto della Vergine nel territorio di Lénola risalgono al terzo secolo d.C.. Intorno al 250 in questa zona si erano sviluppate diverse comunità di Cristiani che, proprio a causa della loro crescente importanza, subirono la persecuzione voluta dall’imperatore Decio. Gli scampati al martirio cercarono rifugio sul colle di Lénola in un antro naturale nascosto dalla vegetazione. Qui, prima di essere anch’essi uccisi, costruirono un’edicola contenente un’immagine raffigurante la Vergine con Gesù Bambino.
Le vicende legate al Santuario hanno però origine molto più tardi, nel XVII secolo. Il 14 settembre del 1602, durante la festa liturgica della Santissima Croce celebrata sul colle, Gabriele Mattei, giovane del luogo, e alcuni suoi coetanei, disturbarono la cerimonia religiosa. Furono rimproverati da un anziano che poche ore dopo pagò con la vita, ucciso proprio dal Mattei, il suo desiderio di far rispettare il silenzio.
La tradizione vuole che dopo l’omicidio Gabriele provi a distendere il suo tumultuoso animo suonando la chitarra. Ma tale è l’agitazione che lo strumento non emette nessun suono. Questo provoca ulteriore nervosismo nel Mattei che bestemmia invocando il Maligno. Una belva mostruosa appare dinanzi a Gabriele che disperato implora l’intervento della Madonna. Una luce annuncia l’intervento della Vergine che ordina a Gabriele di salire sul colle, dove oltre a trovare un’immagine sacra, dovrà edificare anche un Santuario a Lei dedicato. Il Mattei riesce a convincere gli amici della sua conversione esortandoli a cercare l’immagine della Madonna sul colle. Il ritrovamento dell’effigie, nascosta dalla vegetazione selvatica, convince anche i suoi compagni. Si trattava dei resti dell’edicola eretta nel III secolo dai martiri Cristiani. Sempre secondo la tradizione pare che al momento del ritrovamento il volto della Vergine grondasse sangue dal labbro inferiore. Gabriele Mattei ed i suoi amici comunicarono il prodigio al Vescovo di Fondi, Giovanni Battista Comparini, che il 15 settembre 1602 si recò sul colle per sincerarsi dell’evento raccontatogli. Avvicinò un fazzoletto alle labbra del dipinto ancora bagnate di sangue, mostrandolo poi al popolo. Diede quindi ordine di erigere il Santuario della Madonna del Colle.
Nel 1656 Gabriele Mattei, divenuto Frate, fu assassinato. Le sue reliquie sono conservate in un’urna all’interno del Santuario.
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