7. Priverno

Prima insediamento dei Volsci, Priverno divenne colonia romana dal 329 a.C. dopo essere stata distrutta e ricostruita nella Valle di Mezzagosto. Nel IX secolo le invasioni saracene fecero sì che il centro fosse abbandonato dalla popolazione, che preferì rifugiarsi sulle alture vicine, più sicure e meglio difendibili; da quel momento in poi Priverno si sviluppò definitivamente sul Colle Rosso, al di sopra del fiume Ameseno, ma dovette affrontare ancora altre devastazioni, nel 1159 ad opera di Federico I Barbarossa. Dal 1300 in poi la cittadina fu protagonista di numerosi scontri con l’autorità dello Stato Pontificio, fino a quando divenne prima podestà di papa Innocenzo VI e poi fu annessa al Regno d’Italia nel 1870. Da vedere:
  • i resti rinvenuti con gli scavi archeologici di templi, statue e del teatro romani;
  • la Cattedrale di S. Maria Annunziata, che conserva alcune tele di valore;
  • il Monastero di S. Benedetto, fondato probabilmente dai monaci benedettini di Fossanova come punto d’appoggio dell’Abazia principale, possiede bellissimi dipinti;
  • la Chiesa di S. Giovanni Evangelista, del X secolo e quella di S. Antonio Abate, risalente invece al XIV secolo;
  • la Chiesa di S. Maria della Stella, di epoca tardomedioevale, ristrutturata più volte nel corso dei secoli, possiede un delizioso campanile a vela e un finestrone a stella sulla facciata principale;
  • il Palazzo Comunale, ornato con bifore e un orologio sulla torre centrale;
  • Palazzo Gallio, detto anche Castello di S. Martino, oggetto di diverse contese fra nobili e Chiesa per molti secoli, fu prima monastero, divenne proprietà dei Borghese alla fine del 1800 e poi passò ai Di Stefano nel 1914; a pianta quadrangolare, possiede torri angolari decorate con bifore a tutto sesto, una cappella dedicata a S. Martino, un bel pozzo nel cortile interno e un portone bugnato d’ingresso;
  • il Museo Archeologico e quello della Matematica.


 
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