11. Itri e Campodimele

Itri si trova in una posizione particolarmente panoramica, su di una collina ricoperta di boschi lungo la Via Appia; inizialmente fu un insediamento abitato di epoca preromana, fondato probabilmente dagli Osci o dagli Aurunci secondo gli storici. Durante il Medioevo invece fece parte prima del ducato di Gaeta, poi di quello dell’Aquila, e successivamente passò sotto il controllo dei signori di Fondi, dei Caetani e dei Colonna, fino alla dominazione francese. Tra i monumenti più interessanti da visitare a Itri ricordiamo:
  • la Chiesa di S. Maria Maggiore, in stile romanico, risale al XII secolo e conserva al suo interno un busto in argento della Madonna della Civita;
  • la Chiesa di S. Michele Arcangelo, risalente all’XI secolo è la Chiesa più antica di Itri, possiede un caratteristico campanile che invece di trovarsi al lato della Chiesa è addossato a questa dalla parte dell’ingresso principale;
  • il Castello, a pianta quadrata, con camminamenti di ronda intorno alla struttura principale e con la cinta merlata, risalirebbe al X secolo circa;
  • la Fontana di Gioacchino Murat, costruita nel 1812, durante la dominazione francese;
  • la Chiesa di S. Maria di Loreto, risalente al 1574.
Itri viene ricordata inoltre per aver dato i natali ad un particolare personaggio storico: Michele Pezza, che nella seconda metà del Settecento divenne famoso in tutta Italia, come Frà Diavolo, per le sue imprese da brigante.

A 647 metri sul livello del mare invece, Campodimele è il paese più piccolo dei Monti Aurunci e dell’intera provincia di Latina. Sorto secondo gli studi storici sulle rovine di un antico insediamento latino, conquistato e distrutto da Tarquinio Prisco nel VI secolo a.C., ebbe poi un ruolo importante nella storia dei ducati di Gaeta e Fondi, oltre che in quella dell’Abbazia di Montecassino. Oggi Campodimele si presenta come un bel borgo medievale, la cui cinta muraria risalente al XII secolo è praticamente ancora integra, con le sue dodici torri cilindriche; le abitazioni sono tutte in pietra viva, presentano archi a tutto sesto tipici dell’epoca e sono collegate da strette viuzze molto suggestive. Sono da vedere:
  • i ruderi del Convento di S. Onofrio, risalente al XII secolo;
  • la Piazza del Municipio, con il gigantesco olmo secolare al centro;
  • il Monastero di S. Onofrio, ricostruito dopo anni di incuria e meta oggi di numerosi pellegrinaggi;
  • la Chiesa di S. Michele Arcangelo, a tre navate, dalla struttura molto semplice e lineare;
  • la Chiesa della Madonna delle Grazie.
Dal punto di vista naturalistico infine bisogna rilevare, nelle vicinanze dell’abitato, la presenza del Monte Faggeta, alto 1260 metri, su cui si trova una sorgente d’acqua con proprietà terapeutiche: la Faggetina.

 
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