Come sottolineato in precedenza il Parco del Circeo offre una molteplice varietà di ambienti naturali ed è per questo motivo che alcune sue zone vengono identificate singolarmente, in base alle loro peculiarità: da un punto di vista amministrativo, infatti, sono classificate come Riserve Naturali. Le informazioni su queste aree però sono piuttosto generiche, ma nell’ambito del Parco è possibile reperirne di migliori, dal momento che esse rappresentano dei punti di interesse specifici.
Si tratta della Foresta Demaniale del Circeo, della Riserva Naturale Piscina della Gattuccia, della Riserva Naturale Lestra della Coscia, di quella della Piscina delle Bagnature, della Riserva Naturale Rovine di Circe e della Riserva Naturale Pantani dell’Inferno. Per lo più si tratta di zone umide, in cui la flora è caratterizzata dalla presenza di lecci, mirto, lentisco e belle orchidee; la fauna invece è costituita in gran parte da volatili migratori, come i beccaccini, gli albastrelli, i gambecchi, le avocette, le pittime, le garzette ed altri uccelli limicoli. Di notevole interesse nella zona dei Pantani dell’Inferno è la presenza, seppur minima, di esemplari di fenicottero rosa, che solitamente svernano nel Parco.
Altre due mete interessanti sono l’Isola di Ponza e quella di Palmarola. Ponza ha una superficie di circa 722 ettari, distribuiti in maniera molto irregolare, fra bellissime coste frastagliate e contorte, modellate dal lavoro incessante del mare e del vento; il suo territorio è di origine vulcanica e comprende diversi rilievi, il maggiore dei quali, Monte Guardia, raggiunge i 279 metri di altezza. Come gran parte delle isole in genere la presenza di acqua dolce è minima, non esistono fiumi, infatti, ma solo qualche sorgente e pochi torrenti, situati per lo più sulle alture. Ponza possiede spiagge di grande bellezza da quelle più piccole di Cala del Core, Cala d’Inferno e Cala Felce, a quella di Lucia Rosa, fino a Frontone, vicino al porto e a Cala Feola, che si affaccia su un mare trasparente con diverse piscine naturali. La più grande e frequentata di queste spiagge è Chiaia di Luna, quasi 700 metri di ciottoli e ghiaia, per accedere alla quale si percorre una galleria scavata nella roccia dai romani; la falesia alle sue spalle la rende un vero e proprio anfiteatro marino.
Le prime notizie della presenza umana a Ponza risalgono alla preistoria e si riferiscono ai resti di manufatti in pietra e ossidiana ritrovati durante scavi archeologici; nei secoli le isole pontine sono diventate approdo intermedio nei viaggi per mare dei Fenici, probabile insediamento greco e poi colonia romana nel 312 a.C., periodo durante il quale furono costruiti due acquedotti. Successivamente Ponza ha vissuto le invasioni dei saraceni, che nell’813 d.C. resero schiavi i monaci benedettini dell’Abazia di S. Maria, fondata nel 538. Solo nel 1202 l’Abazia venne riaperta e affidata ai cistercensi; per lungo tempo infatti l’isola subì gli attacchi di pirati e conquistatori, fino a quando passò sotto il controllo della Chiesa nel 1400. Da quel momento in poi su Ponza si avvicendarono diversi domini, dagli Aragona ai Farnese, ai Borbone, fino al 1820, quando cominciò ad essere utilizzata come confino. Nel 1861 poi fu annessa insieme alle altre isole al Regno d’Italia; durante il fascismo fu ancora utilizzata per il confino dei detenuti politici, fino al 1943, quando vi fu tenuto prigioniero Mussolini.
Oggi Ponza conserva una struttura settecentesca: si sviluppa intorno al porto che costituisce il fulcro della vita economica della città e segue uno schema urbanistico che risale al periodo della dominazione borbonica della metà del Settecento. Il Maggiore del Genio Antonio Winspeare e l’ingegnere Francesco Carpi iniziarono infatti la ristrutturazione del porto nel 1772 e proseguirono fino al 1793, progettando una struttura ad andamento semicircolare sull’originale impianto di epoca romana. Gli edifici seguono la stessa linea architettonica dell’epoca, anche se nel tempo sono stati oggetto di ristrutturazioni e aggiunte; molto bello ad esempio è il palazzo municipale, con una lunga facciata che si interrompe in corrispondenza della torre centrale su cui è fissato un orologio. Da visitare sono poi le quattro Chiese dell’isola:
- la Chiesa della Madonna della Civita, costruita nel 1954, quindi piuttosto recente, su una collina da cui si ammira un bel panorama; la sua struttura è semplice e lineare;
- la Chiesa di S. Giuseppe, iniziata nel 1828 e consacrata 67 anni dopo, possiede una sola navata che originariamente era decorata in stile barocco; diverse opere di restauro ne hanno modificato i caratteri iniziali;
- la Chiesa della Madonna Assunta, in contrada Le Forna, risale al 1772;
- la Chiesa della SS. Trinità, nata in origine su progetto del Maggiore Winspeare, fu riammodernata e modificata più volte in seguito; possiede begli affreschi sulle volte, tele interessanti e scene della vita di mare.
Di notevole interesse storico archeologico sono inoltre i resti dei quattro acquedotti di Ponza, in cui venivano raccolte sia le acque sorgive che quelle meteoriche; un ingegnoso sistema idraulico serviva poi a far decantare e a trasportare l’acqua per scorrimento dall’alto verso il basso, in particolare verso il porto. L’approvvigionamento idrico era affidato infine a diversi pozzi di raccolta e cunicoli ricavati nella roccia, che convogliavano l’acqua in grandi cisterne, anch’esse scavate nella roccia e sorrette all’interno da pilastri.
Nella parte alta del paese si trova la Torre dei Borboni, oggi riadattata ad albergo, ma anticamente elemento fondamentale del sistema difensivo di Ponza data la sua posizione di dominio sul porto. Altri due punti difensivi di grande importanza erano:
- Forte Papa, sulla sommità dell’omonima punta, in posizione estremamente panoramica da cui si può godere di una veduta su Zannone e sui Faraglioni di Lucia Rosa verso sud;
- il Fortino, costruito dai Borboni sulle rovine di un’antica torre costiera già esistente.
Meritano una visita anche il Mitreo all’inizio della Salita Scalpellini, il Mamozio in Via Sopra S. Antonio, una delle statue di epoca romana più famose a Ponza e il recente Monumento ai Caduti, costruito nel 1920 in onore dei caduti ponzesi nella Prima Guerra Mondiale.
Palmarola offre, invece, una serie di bellezze naturali davvero notevoli ai visitatori che la raggiungono; Cala del Porto è l’unico approdo sicuro e nelle vicinanze si trovano gli unici due ristoranti dell’isola, oltre alle case – grotta, scavate nella roccia dai primi coloni che vi abitarono, in cui è possibile pernottare. Bellissime sono anche:
- Cala Brigantina, dove oggi nidificano falchi pellegrini e gabbiani reali ma nel Settecento approdavano i pirati barbareschi;
- Cala Tramontana, dove è possibile ammirare la “Cattedrale”, una particolare conformazione rocciosa, opera del mare e della tramontana, ad archi molto simili a quelli a sesto acuto delle cattedrali gotiche;
- la Forcina, con stratificazioni laviche ben visibili e la Grotta del Gatto, al cui interno c’è una piccola sorgente d’acqua dolce;
- il Faraglione di Mezzogiorno e quello di S. Silverio con la Cappella e la statua dedicate al Santo;
- gli scogli denominati “le Galere”, costituiti di rocce color ocra e ossidiana nera, lucidissimo vetro di formazione lavica;
- gli scogli Pallante, Fucile e Suvace, dalle caratteristiche e interessanti forme.
|