Sabaudia viene fondata da Mussolini nel 1933 e successivamente inaugurata nel 1934 dai Savoia, sulle sponde del Lago di Paola e di fronte al Tirreno, in una posizione senza dubbio privilegiata dal punto di vista naturalistico, dal momento che è inserita nel territorio del Parco del Circeo. La fondazione della città risale a quel periodo storico che vide la realizzazione dell’ambizioso programma di risanamento e sviluppo dell’Agro Pontino, ideato già nel 1918, ma completato solo con il consolidarsi del regime fascista. Principale protagonista in questo processo fu l’ONC, Opera Nazionale Combattenti, a cui il regime affidò a partire dal 1931 il compito di gestire gli interventi di bonifica della zona; l’ONC doveva infatti realizzare lavori idraulici, reti stradali e pulizia di terreni che sarebbero stati frazionati in seguito e destinati a nuovi agricoltori, ex combattenti con le proprie famiglie, in gran parte trapiantati dal Veneto e dall’Emilia Romagna. Costruita in soli duecentocinquantatre giorni, Sabaudia divenne espressione architettonica dei princìpi dell’urbanistica moderna e a differenza di altre “città di fondazione” come Latina, ha conservato nel tempo la propria fisionomia, senza cedere troppo all’espansione della periferia e agli inevitabili danni che questa ha causato altrove; grazie anche alla presenza di elementi naturali favorevoli, infatti, la struttura della città si sviluppa in maniera omogenea, sfruttando scorci e prospettive sul Circeo o sui bracci di lago. Le costruzioni più interessanti:
- il Palazzo Comunale, con il basamento ricoperto di mattoni e travertino, il portone centrale decorato da una scultura della “Vittoria Marciante” e la Torre Civica, ricoperta di travertino, che campeggia sulla Piazza con un’altezza di quarantadue metri ed è unita all’edificio comunale attraverso l’“arengo”;
- la casa dell’Associazione Combattenti, oggi edificio scolastico;
- la Sede del Fascio, oggi sede di un reparto della Guardia di Finanza;
- il Palazzo delle Poste di Mazzoni, rivestito con tessere azzurre mattoni rossi, colori del Casato dei Savoia.
Presso la Biblioteca comunale “Feliciano Iannella”, istituita all’inizio degli Anni Sessanta, è possibile consultare interessanti volumi sulla storia di Sabaudia, soprattutto quelli facenti parte di un fondo storico sulle vicende politiche e istituzionali della città. Nella stessa Piazza della Biblioteca si trova il Museo comunale del Mare e della Costa, creato in locali che un tempo servivano da stalle. Esso si compone di tre grandi sale tematiche, ognuna dedicata a periodi storici diversi, dalla preistoria fino ai tempi più recenti, in cui sono raccolti numerosi reperti: pesci e conchiglie fossili, resti preistorici prelevati nell’area del Circeo, modellini di imbarcazioni fluviali, anfore vinarie e olearie, resti di oggetti rinvenuti all’interno di un vascello romano naufragato. Da sottolineare la presenza di copie dell’Apollo cacciatore di farfalle e del Satiro col flauto traverso, statue che facevano da ornamento nella Villa di Domiziano, e di un bell’acquario. Interessante è anche il Museo dedicato allo scultore Emilio Greco, in cui sono raccolti i suoi lavori.