Secondo la leggenda Sperlonga fu fondata dagli Spartani, ma la presenza umana nel suo territorio risalirebbe al paleolitico superiore. Successivamente fu sotto il dominio di Roma e durante l’età imperiale fu scelta dalle più importanti famiglie patrizie come residenza estiva; grazie ad alcuni ritrovamenti però siamo venuti a conoscenza anche dell’importante ruolo economico che ricopriva Sperlonga: le “peschiere”, infatti, grandi vasche in pietra costruite fra la terraferma ed il mare con dighe, filtri e saracinesche per far passare i pesci, dimostrano che la città era uno dei maggiori centri per il rifornimento ed il commercio ittico. Durante il Medioevo invece essa fu inglobata nella contea di Fondi, mentre fra il Cinquecento ed il Seicento fu saccheggiata ed invasa da saraceni e turchi.
Oggi l’abitato di Sperlonga si presenta come un tipico esempio di costruzione mediterranea, arroccata su uno sperone di roccia, con edifici piccoli e bianchi, viuzze strette, piccole scale e terrazze. Oltre ai bellissimi scorci sulla Via Flacca e sul mare tra le case del centro abitato, sono da vedere:
- i resti delle torri difensive: Centrale, ormai incorporata nelle costruzioni del paese, del Nibbio, Truglia e Capovento;
- la Chiesa di S. Maria di Spelonca, la più antica del paese, purtroppo chiusa al pubblico;
- le spiagge sabbiose del litorale;
- il lago di S. Puoto e il lago Lungo;
- la famosa Grotta di Tiberio, fuori dal paese alla base del monte Ciannito, dove l’imperatore romano costruì la propria residenza estiva e dove oggi è possibile visitare i resti della villa, il ninfeo ed il Museo Archeologico Nazionale che raccoglie gran parte dei reperti di epoca romana rinvenuti nell’area.
La zona in cui si trova la Grotta di Tiberio è tutelata e gestita dal WWF con l’Oasi Blu della Villa di Tiberio che si estende per circa cento ettari, fra mare e terraferma. La vegetazione presente sul promontorio di fronte allo specchio di mare è composta principalmente da macchia mediterranea, con rosmarino, lentisco, erica, mirto, carrubo, ginepro ed il raro pino d’Aleppo; la fauna invece presenta esemplari di piccoli roditori come il toporagno, ricci, testuggini, alvicole e vari rettili fra cui lucertole e ramarri. Da segnalare anche la presenza del falco pellegrino. Le acque dell’Oasi sono popolate poi da una ricca fauna e f loramarine: anemoni, pomodori dimare, code di pavone gelidium, vari gasteropodi, polpi, seppie, crostacei e pesci fra cui triglie, spigole, sfingi, bavose rugginose e occhiate.Secondo la leggenda Sperlonga fu fondata dagli Spartani, ma la presenza umana nel suo territorio risalirebbe al paleolitico superiore. Successivamente fu sotto il dominio di Roma e durante l’età imperiale fu scelta dalle più importanti famiglie patrizie come residenza estiva; grazie ad alcuni ritrovamenti però siamo venuti a conoscenza anche dell’importante ruolo economico che ricopriva Sperlonga: le “peschiere”, infatti, grandi vasche in pietra costruite fra la terraferma ed il mare con dighe, filtri e saracinesche per far passare i pesci, dimostrano che la città era uno dei maggiori centri per il rifornimento ed il commercio ittico. Durante il Medioevo invece essa fu inglobata nella contea di Fondi, mentre fra il Cinquecento ed il Seicento fu saccheggiata ed invasa da saraceni e turchi.
Oggi l’abitato di Sperlonga si presenta come un tipico esempio di costruzione mediterranea, arroccata su uno sperone di roccia, con edifici piccoli e bianchi, viuzze strette, piccole scale e terrazze. Oltre ai bellissimi scorci sulla Via Flacca e sul mare tra le case del centro abitato, sono da vedere:
- i resti delle torri difensive: Centrale, ormai incorporata nelle costruzioni del paese, del Nibbio, Truglia e Capovento;
- la Chiesa di S. Maria di Spelonca, la più antica del paese, purtroppo chiusa al pubblico;
- le spiagge sabbiose del litorale;
- il lago di S. Puoto e il lago Lungo;
- la famosa Grotta di Tiberio, fuori dal paese alla base del monte Ciannito, dove l’imperatore romano costruì la propria residenza estiva e dove oggi è possibile visitare i resti della villa, il ninfeo ed il Museo Archeologico Nazionale che raccoglie gran parte dei reperti di epoca romana rinvenuti nell’area.
La zona in cui si trova la Grotta di Tiberio è tutelata e gestita dal WWF con l’Oasi Blu della Villa di Tiberio che si estende per circa cento ettari, fra mare e terraferma. La vegetazione presente sul promontorio di fronte allo specchio di mare è composta principalmente da macchia mediterranea, con rosmarino, lentisco, erica, mirto, carrubo, ginepro ed il raro pino d’Aleppo; la fauna invece presenta esemplari di piccoli roditori come il toporagno, ricci, testuggini, alvicole e vari rettili fra cui lucertole e ramarri. Da segnalare anche la presenza del falco pellegrino. Le acque dell’Oasi sono popolate poi da una ricca fauna e f loramarine: anemoni, pomodori dimare, code di pavone gelidium, vari gasteropodi, polpi, seppie, crostacei e pesci fra cui triglie, spigole, sfingi, bavose rugginose e occhiate.
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