Secondo Rapporto CRIMINALITÀ E SICUREZZA A NAPOLI

Secondo Rapporto CRIMINALITÀ E SICUREZZA A NAPOLI
Napoli, Fondazione Castel Capuano, Piazza Enrico De Nicola, 15 giugno 2018, h. 15.30
Verrà presentato il 15 giugno p.v., alle 15.30 presso la Fondazione Castel Capuano in piazza Enrico De Nicola il 'Secondo Rapporto sulla Criminalità e sicurezza a Napoli'. Il documento si presenta in un momento di reiterato allarme sociale connesso non solo all'agire violento dei clan di camorra, ma all'affermarsi in diversi punti del territorio metropolitano di gruppi di giovani e giovanissimi la cui violenza di strada è stata dalla stampa immediatamente associata alla nascita di "baby gang" o "nuove gang giovanili". Poiché eventi e fatti riconducibili sia alla devianza grave minorile sia al crimine organizzato dei clan non possono essere oggetto di riflessioni solo in condizioni di emergenza, il Rapporto s'interroga sulle caratteristiche di tali fenomeni, ne compara gli aspetti con altre aree metropolitane e discute la correttezza interpretativa e le strategie operative da realizzare sui singoli territori. La giornata sarà aperta con i saluti istituzionali di Antonio Buonajuto, Presidente Fondazione Castel Capuano e Paolo De Nardis, Presidente dell'Istituto . Modera Marco De Marco, Editorialista Corriere della Sera. Ne discuteranno Luigi Riello, Procuratore Generale Procura della Repubblica di Napoli; Domenico Cuttaia Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura; Antonio De Iesu, Questore di Napoli; Antonio La Spina, Università LUISS - Roma; Giovanni Melillo, Procuratore Capo Procura della Repubblica di Napoli. Saranno presenti e interverranno anche i curatori Giacomo Di Gennaro e Riccardo Marselli. Nelle prime due sezioni gli interrogativi affrontati riguardano alcuni temi quali la persistenza dell'agire deviante grave di minori e criminale di adulti, la formazione di aggregazioni violente giovanili, la ferocia dei clan camorristici e l'adeguatezza delle politiche di deterrenza, nonostante in Italia il 41-bis e le diverse sperimentazioni in tema di controllo e sicurezza del territorio attive in diverse città, tra cui Napoli. La terza sezione, invece, è dedicata all'analisi del fenomeno dell'usura alla luce di una riflessione civilistica, penalistica e vittimologica. Il filo che unisce le parti è l'interpretazione della dinamica e dei fattori connessi a crimini che sono trasversali ai diversi strati sociali l'esito dei quali è la produzione di una trappola della criminalità che deprime le opportunità legali e favorisce la convinzione in molti che le carriere criminali siano più convenienti.

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