Mafia

Nella storia delle scienze sociali alcuni concetti trovano una rapida diffusione e si configurano come parole-chiave, arrivando a segnare un’intera epoca storica. ‘Globalizzazione’ è uno di questi, come era stato, negli anni Ottanta, quello di ‘modernizzazione’. L’apparente semplicità del termine ne agevola il generalizzato utilizzo che contrasta, però, la sua effettiva capacità euristica, esponendo lo studioso che lo usa a semplificazioni e riduzionismi. Attraverso lo strumento, ormai consolidato ma sempre perfettibile, della nostra Rivista, ci è parso opportuno approfondire e rendere vivo il concetto di ‘globalizzazione’ andando ad analizzare uno dei casi-studio più interessanti di mutamento economico, politico e culturale sullo scenario mondiale, con evidenti ripercussioni sull’intero sistema delle relazioni internazionali. Sulla scorta del recente volume Oro nero (a cura di Luciano Vasapollo), promosso e finanziato dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, gli articoli del Focus 1-2018 offrono uno sguardo multidimensionale sulla realtà del Golfo Persico. Luca Alteri, Francesca Iannarilli, Giuseppe Marano e Viviana Vasapollo descrivono la politica estera, le alleanze internazionali, le caratteristiche militari, le tradizioni culturali e le profonde trasformazioni nell’ambito energetico che caratterizzano quelle che una volta venivano placidamente catalogate come “Petro-monarchie”, ma che oggi sono attori globali intenti, inoltre, a fronteggiare vecchie e nuove questioni aperte: l’incidenza dell’Iran nella penisola arabica – attraverso l’avamposto yemenita – il rapporto altalenante con gli Stati Uniti, le polemiche sul jihadismo, in passato “tollerato” e oggi avversato, infine una stratificazione sociale articolata e più complessa di quanto si possa pensare, tale da richiedere l’intervento di quel welfare che noi, in Europa, rischiamo di porre nel dimenticatoio.

Il terzo numero della Rivista di Studi Politici dedica il suo Focus al governo locale, mediante una prospettiva multidisciplinare e scientificamente pregevole: Stefano Sepe ed Ersilia Crobe delineano i profili storici del rapporto centro-periferia, nel contesto italiano, evidenziando i “vizi originali” di un percorso contraddittorio e incompleto, per il quale le responsabilità vanno allargate ad altri enti – si pensi alle Regioni – da sempre inopportunamente sottodimensionate. Governo locale significa anche, purtroppo, ingerenza del malaffare e inserimento degli interessi della criminalità organizzata: Antonio La Spina fornisce un quadro esaustivo dello strumento del voto di scambio, con il quale le organizzazioni criminali italiane hanno costruito solidi e duraturi rapporti con la classe politica locale. Va ribadita, però, una premessa importante: le mafie italiane mostrano una pericolosa duttilità nell’insinuarsi nei gangli delle amministrazioni, a volte esplicitando la propria volontà, in altri casi “scavando” nell’oscurità. Per questo motivo è importante indagare l’intervento della criminalità nella vita politica del Paese utilizzando anche un approccio grass-roots, come fa Diego Forestieri, analizzando il percorso di scioglimento dei comuni con infiltrazioni malavitose e puntando l’attenzione sulle rappresentazioni, presso la cittadinanza, del fenomeno mafioso. Ne scaturisce un quadro sicuramente preoccupante, nel quale il sentimento di disaffezione e sfiducia verso la politica alimenta un vuoto che le mafie sono leste a riempire, evidentemente non solo nell’ambito meridionale.

Il volume di A. La Spina Il mondo di mezzo. Mafie e antimafie si inserisce sulla scia di un approfondimento scientifico che l’Autore coltiva da diversi anni, basti ricordare che la sua espressione “legalità debole”, tesa ad indicare l’indebolimento istituzionale in un contesto depresso, ha assunto nel linguaggio scientifico dell’Accademia italiana una sua valenza entrando nel lessico ordinario degli studiosi. Il mondo di mezzo. Mafie e antimafie pubblicato per la società editrice Il Mulino nel mese di Gennaio 2016 costituisce un agile e versatile studio sul fenomeno delle mafie e del loro opposto. In particolare, il nostro Autore individua un pluralismo mafioso giacché l’universo delle mafie è variegato e complesso e si articola in varie tipologie: dalla Camorra a Cosa Nostra, dalla ‘Ndrangheta a gruppi locali come la Stidda e i Cursoti, fino ad arrivare a nuove realtà autoctone come nel caso di Mafia Capitale.

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