Medio Oriente

Le migliori novità del mercato editoriale. Per ogni numero della Rivista di Studi Politici la Redazione seleziona le novità editoriali, sia in lingua italiana che inglese, da proporre ai propri lettori. I volumi spaziano dalla saggistica, alla storia, dall'economia alle scienze sociali.

La rivista si propone di esaminare gli eventi che hanno sconvolto l’Africa del Nord e il Medio Oriente. Grazie agli articoli del “Focus” la nuova pubblicazione cerca di fornire al lettore gli strumenti per comprendere meglio quello che, partendo dalla prime proteste in Tunisia, ha portato prima la rivoluzione e poi la guerra alle porte dell’Europa. La Rivista pone anche l’attenzione sui 150 anni dell’Unità d’Italia e su alcuni aspetti di politica internazionale come nel caso, tra i diversi contributi, del saggio di analisi geopolitica sulla rilevanza dell’Asia Centrale, della teoria del Rimland e dell’Hearthland nelle strategie del Great Game mondiale.
Feb
03

I possibili scenari dell'Egitto

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Il mondo intero sta seguendo con grande attenzione l'evoluzione della situazione interna egiziana. Il discorso pronunciato da Mubarak non ha convinto i suoi oppositori, sempre più decisi a non abbandonare la piazza sino a quando non avrà abbandonato la presidenza.

Gli scontri di ieri sono probabilmente stati il frutto di un tentativo, da parte dello stesso Mubarak, di destabilizzare quella che sino ad oggi è stata una protesta pacifica, generando una situazione di caos tale da rendere necessaria la sua permanenza al potere.

Se questo era il suo scopo, tuttavia, non pare essere stato raggiunto. Nella serata di ieri il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha nuovamente chiesto una veloce e ordinata transizione, confermando dunque che Washington non intende sostenere oltre Mubarak.

Riferimenti interni:  Afghanistan-Pakistan 2015 Amir Madani
Feb
01

La difficile transizione egiziana

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A Hosni Mubarak, leader assoluto dell’Egitto dal 1981, non sono bastate la nomina del capo dell’intelligence, il gen. Suleiman, a vicepresidente e quella di Ahmed Shafik (ex comandante dell’aviazione) alla carica di Primo ministro, per disinnescare la crisi esplosa il 25 gennaio scorso. Nonostante il coprifuoco imposto, la popolazione ha continuato a scendere per le strade chiedendo la fine del suo decennale potere. Le Forze Armate, vero centro del potere egiziano, stanno ormai abbandonando Mubarak e la prova che ormai il Presidente è alla fine della sua corsa è dimostrata dal fatto che Suleiman ha “ufficialmente” avuto mandato di prendere contatti con le forze dell’opposizione per trovare una via di uscita alla crisi. Nemmeno gli Stati Uniti, d’altra parte, difendono più il loro fedele alleato.

Obama e la Clinton hanno chiaramente fatto intendere che non sono disposti a sostenere oltre il regime di Mubarak in presenza di una piazza che ne chiede con forza le dimissioni.

In queste ore centinaia di migliaia di persone stanno sfilando per le vie del Cairo per dare la spallata finale a Mubarak. Il corteo terminerà nell’ormai famosa piazza Tahrir. Un altro corteo sta intando sfilando per le vie di Alessandria.

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