Mediterraneo

Prosegue l’impegno della Rivista di Studi Politici nell’anno delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. In occasione di una ricorrenza tanto importante per il nostro Paese, offriamo ai lettori, in questo terzo numero del 2011, una panoramica delle attività dell’Istituto di Studi “S. Pio V”: la presentazione al Quirinale dei volumi realizzati in occasione del centocinquantesimo, curate dal prof. Lemme ed edite da Cangemi; il Premio Speciale per l’attività di studio e di ricerca svolta in occasione dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, assegnato al nostro Istituto dalla commissione giudicatrice della XXXII edizione del Premio “Guido Dorso”; la ricerca che il “S. Pio V” ha condotto in collaborazione con l’Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali “Eurispes” dal titolo "Il sommerso in Italia ovvero l’insostenibile leggerezza del reddito". Sono questi solo una parte dei risultati che il nostro Istituto ha ottenuto grazie all’impegno scientifico, civile e culturale, delle sue tre Aree di Ricerca e del suo Presidente, il Prof. Antonio Iodice.
Il volume presenta una puntuale narrazione d’insieme delle intense relazioni bilaterali fra l’Italia e i Paesi arabi del Mediterraneo nei venti anni compresi fra la caduta del “Muro” e l’elezione del presidente americano Barack Obama.
In questi venti anni, nonostante cambiamenti e trasformazioni del suo sistema partitico, l’Italia, al di là dei ripetuti cambi della guardia a Palazzo Chigi e alla Farnesina, è riuscita a rimanere comunque fedele alla sua tradizionale politica mediterranea, tendenzialmente autonoma, e stabilmente ispirata alla “diplomazia dell’amicizia”. E soprattutto è riuscita a tenere sempre aperti i suoi molteplici canali di comunicazione e di dialogo con tutti i Paesi arabi, compresi quelli più problematici, stabilendo proficue relazioni anche con i vari movimenti presenti nelle composite società arabe. Società arabe per lungo tempo rappresentate come immobili, fatalmente strette nella morsa del fondamentalismo religioso da un lato e di logori regimi dispotici dall’altro. Ma, come dimostrano i recentissimi avvenimenti della cronaca quotidiana, da quelle società, solo apparentemente immobili, attraversate invece da forti tensioni e da speranze di libertà e di cambiamento, si è improvvisamente levato il vento, impetuoso, delle rivolte popolari, che hanno travolto presidenti, ritenuti intoccabili, a lungo protagonisti della scena mediorientale e, come tali, protagonisti anche di molte pagine di questo libro. Un libro che, come una sorta di cartello indicatore rimasto in piedi nonostante gli avvenimenti della cronaca quotidiana delle rivolte arabe, potrebbe altresì tornare utile per orientare il dialogo e la comprensione reciproca fra gli italiani e i nuovi interlocutori della Sponda Sud.
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23

Aggiornamenti dalla Libia

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Lucio Caracciolo si chiede: “Siamo in guerra: come vincerla? La prima domanda che ogni governo responsabile dovrebbe porsi, quando decide di partecipare a un conflitto, è la domanda che il nostro governo non si pone. Non è un paradosso. È l’effetto dell’incrocio di tre fattori. Primo: la nostra storica refrattarietà al pensare strategico, surrogata con l’affidamento allo Stellone. Secondo: l'ignoranza del campo di battaglia, sia in quanto alle effettive capacità del nemico (Gheddafi), sia soprattutto relativamente a caratteri e forza dei nostri alleati sul terreno (i ribelli della Cirenaica), ossia di coloro che dovrebbero svolgere i compiti della fanteria che né noi né gli americani e nemmeno i franco-inglesi intendono schierare. Terzo: perché temiamo che comunque vada perderemo. Tre ottime ragioni per non rovinarci l’umore con fastidiosi rovelli."

Affidiamoci allo Stellone

Il Mediterraneo tra politiche migratorie e di cooperazione
L’Istituto il 25-26 marzo terrà a Roma, presso il Centro Congressi "Gli Archi", Largo S. Lucia Filippini, n. 20, una conferenza internazionale su: ”Diritto delle Minoranze e Multiculturalismo nel Mondo Arabo”.

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