Relazioni internazionali

Nella storia delle scienze sociali alcuni concetti trovano una rapida diffusione e si configurano come parole-chiave, arrivando a segnare un’intera epoca storica. ‘Globalizzazione’ è uno di questi, come era stato, negli anni Ottanta, quello di ‘modernizzazione’. L’apparente semplicità del termine ne agevola il generalizzato utilizzo che contrasta, però, la sua effettiva capacità euristica, esponendo lo studioso che lo usa a semplificazioni e riduzionismi. Attraverso lo strumento, ormai consolidato ma sempre perfettibile, della nostra Rivista, ci è parso opportuno approfondire e rendere vivo il concetto di ‘globalizzazione’ andando ad analizzare uno dei casi-studio più interessanti di mutamento economico, politico e culturale sullo scenario mondiale, con evidenti ripercussioni sull’intero sistema delle relazioni internazionali. Sulla scorta del recente volume Oro nero (a cura di Luciano Vasapollo), promosso e finanziato dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, gli articoli del Focus 1-2018 offrono uno sguardo multidimensionale sulla realtà del Golfo Persico. Luca Alteri, Francesca Iannarilli, Giuseppe Marano e Viviana Vasapollo descrivono la politica estera, le alleanze internazionali, le caratteristiche militari, le tradizioni culturali e le profonde trasformazioni nell’ambito energetico che caratterizzano quelle che una volta venivano placidamente catalogate come “Petro-monarchie”, ma che oggi sono attori globali intenti, inoltre, a fronteggiare vecchie e nuove questioni aperte: l’incidenza dell’Iran nella penisola arabica – attraverso l’avamposto yemenita – il rapporto altalenante con gli Stati Uniti, le polemiche sul jihadismo, in passato “tollerato” e oggi avversato, infine una stratificazione sociale articolata e più complessa di quanto si possa pensare, tale da richiedere l’intervento di quel welfare che noi, in Europa, rischiamo di porre nel dimenticatoio.

Gli esiti della Seconda guerra mondiale esclusero l’Italia dagli Stati fondatori dell’ONU. Il nostro Paese dovette attendere dieci anni prima di entrare a far parte dell’Organizzazione, approfittando della cosiddetta ammissione “in blocco” di sedici Stati del 1955. Una volta ammessa, però, l’Italia ha mostrato il proprio impegno per il rafforzamento del ruolo e delle attività dell’Organizzazione universale, nei diversi ambiti di intervento: il mantenimento della pace e la soluzione pacifica delle controversie, la promozione e la protezione dei diritti umani, la cooperazione nel campo economico e sociale. La ricerca intende mettere in luce i percorsi della politica estera italiana all’interno dell’ONU e il ruolo del nostro Paese per le questioni che l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha affrontato e tutt’ora affronta. Tutto ciò grazie agli interventi dei Rappresentanti italiani in Assemblea Generale. Un contributo di rilievo nel contesto della storiografia italiana e straniera sul ruolo dell’Italia alle Nazioni Unite.

Copyright ©2001-2011 Istituto di studi politici "S.Pio V"  -  Webmail