Sicurezza

L’interpretazione tradizionale del tema della sicurezza in rapporto alla condizione femminile si declina in termini di protezione dalla violenza e dall’abuso. Questi aspetti del problema sono sicuramente importanti ma danno luogo a una visione parziale. Come sappiamo, spesso i media mettono “in prima pagina” la questione della sicurezza in rapporto alla condizione femminile proprio in questi termini. E’ nostra intenzione mostrare in questo progetto che il tema sicurezza e condizione femminile ha una ambito più vasto e una visone più generale. Non e solo la salvaguarda fisica e sessuale della donna in altre parole, ad avere rilevanza, ma anche la sua sicurezza sociale, economia e morale. A questo aspetto del problema abbiamo dato l’etichetta non del tutto precisa ma a nostro avviso comprensibile di welfare. Questa ricerca si propone di analizzare i cambiamenti – pratici, ma anche concettuali e di obiettivi – in atto nei modelli di welfare state in relazione alla condizione femminile. Si ritiene che la trasformazione del welfare dev’essere messa anche in relazione, più o meno causale, con le trasformazioni dei bisogni, ovvero dei rischi sociali da un lato, delle aspettative di cittadinanza dall’altro. Sembrano inoltre sempre più necessarie analisi articolate di interessi, desideri e bisogni delle donne a partire dalle loro diversità e una definizione dell’identità e della soggettività dei destinatari a partire dalla loro vita quotidiana.
La ricerca “Sicurezza e condizione femminile nelle società occidentali” traccia un duplice legame fra i due termini della trattazione: la sicurezza e la condizione femminile. Infatti, se tradizionalmente gli studi hanno registrato il senso unilaterale di questo binomio, definendo quella delle donne una condizione “insicura” per caratteristiche biologiche, fisiche, culturali, e quindi anche economiche, politiche, professionali, alla luce delle radicali trasformazioni che hanno interessato le società occidentali è possibile individuare un secondo, speculare filone di indagine, nel quale il ruolo della donna è attivo come promotrice o garante della sicurezza. Molti sono i fenomeni che possono supportare questa teoria e legittimare una buona parte degli ultimi studi di genere, prodotti da studiosi europei e d’oltreoceano da cui prendono spunto le riflessioni contenute in questo lavoro. Si è ritenuto più esplicativo descrivere la condizione femminile rispetto al tema della sicurezza tracciando il percorso che negli ultimi decenni ne ha segnato le profonde trasformazioni accennate guardando ad alcuni ambiti nei quali più evidenti sono stati i fenomeni indicatori di una diversa condizione della donna in termini di sicurezza.
L’intento del progetto Sicurezza e libertà fondamentali è volto all’analisi di alcuni importanti aspetti della relazione tra sicurezza e libertà fondamentali con particolare riferimento agli aspetti sociali, filosofico-giuridici e politici. Si tratta di aspetti che riguardano sia la dimensione nazionale, sia quella internazionale e rappresentano un punto decisivo dell’attuale riflessione teorico-applicativa in materia. Sono analizzate le seguenti tematiche: • i paradigmi di sicurezza nell’era della democrazia liberale globalizzata e i limiti di tolleranza sociale e politica; • libertà fondamentali e sicurezza: l’approccio europeo; • il costituzionalismo europeo e la nuova sintassi del terrore tra primato dei diritti e pragmatismo operativo; • libertà informatica e sicurezza digitale: esigenze reali nel contesto virtuale; • l’equilibrio tra la sicurezza nazionale e i diritti fondamentali negli Stati Uniti d’America; • il muro israeliano.

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