Recensione del libro “Una scuola differente”

Rivista di Studi Umanistici “Leussein”, di Alessandro Stirpe, anno XI

È del parlare comune dire che la scuola dovrebbe essere differente. Ognuno di noi ha vissuto traumi, più o meno importanti, e ingiustizie,
sia da parte dei compagni di classe che dei docenti; eppure negli anni anche se tenta di trasformarsi – cercando di rincorrere i tempi che
cambiano, di adeguare linguaggi e modalità di intervento – la scuola rimane molto simile a se stessa. Il testo “Una scuola differente” riassume in sé tre principali aspetti di questo cambiamento atteso e mai riscontrato. Il contributo di Marisa Paolucci è, infatti, un vero e proprio compendio giornalistico e sociologico di lettura e analisi del fenomeno dalla sua nascita fino ai giorni nostri: quali autori ne hanno parlato, quali vicende sono arrivate alla ribalta, quali associazioni, enti e istituzioni hanno portato avanti tentativi di cambiamento, quali progetti sono stati implementati nel corso del tempo per contrastare le violenze nei luoghi, garantiti costituzionalmente, dell’educazione
e della formazione. Molto interessante anche la ricerca linguistica sui termini dispregiativi che vengono utilizzati come stereotipi
“normali” quotidianamente ma che aprono la strada alla percezione della possibilità di esercitare una certa violenza. Dalle parole ai
luoghi, reali come le classi e la famiglia, ma anche, per rispondere appieno all’attualità, virtuali come la tv, ormai totalmente sboccata e
sbruffona, che diffonde modelli di comportamento raccapriccianti, e il web, in particolare le chat e molte delle “abitudini” con le quali i nostri giovani e giovanissimi stanno imparando a vivere. […]
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Il volume sarà presentato durante il Convegno “Una scuola differente. Bullismo e cyberbullismo nella scuola primaria” che si terrà venerdì 13 settembre alle ore 10.00 presso la sede dell’Ordine degli Psicologi del Lazio di via del Conservatorio 1 (Roma).

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