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In evidenza

Si terrà a Napoli, mercoledì 21 febbraio p.v., alle ore 10.30, presso l’Aula Magna Storica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Corso Umberto I, la presentazione del “Secondo Rapporto CRIMINALITÀ E SICUREZZA A NAPOLI” (University FedOAPress, Napoli 2017) curato da Giacomo Di Gennaro e Riccardo Marselli.
Cerimonia conclusiva del premio per studenti universitari
L’iniziativa, in programma per martedì 27 febbraio p.v., alle ore 17.00 presso il centro congressi "Gli Archi", largo S. Lucia Filippini a Roma, rientra nel “Piano Europa” dell’Istituto previsto per il 60° Anniversario dei Trattati di Roma.

Ricerca

Il lavoro si presenta come uno sguardo complessivo sul riordinamento degli apparati amministrativi, funzionali a colmare lo iato tra progetti e realizzazione. Gli autori dei saggi passano in rassegna le più importanti proposte di riforma dell'amministrazione italiana, dall'Unità d'Italia a oggi.

Pubblicazioni

Con Credenti, non credenti: storia di un confronto politico non si è inteso ripercorrere puntualmente un percorso storico ma, più semplicemente, grazie all’impegno di valenti ricercatori ai quali va il ringraziamento dell’Istituto di Studi Politici S. Pio V, ricostruire alcuni passaggi ritenuti fondamentali nel dialogo talvolta fattosi scontro, tra credenti e non credenti nel nostro Paese.

Bandi

Riceviamo e diffondiamo, la notizia della pubblicazione del bando emanato dalla Commissione Europea su Altiero Spinelli indirizzato ai Dottorandi di ricerca. Calls for Proposals and Tenders The European Commission launched an EU-wide contest for a prestigious "Altiero Spinelli Prize for Outreach: Spreading Knowledge about Europe". Deadline: 16/08/2017 for registering intention to apply; 02/10/2017 for applications Reference: EAC/20/2017 Background The Prize will reward outstanding contributions that communicate the EU -its founding values, history, action and key benefits- to wider society, enhance citizens' understanding of the EU, broaden the ownership of the European project and build trust in the EU. There will be: • six first prizes of 50.000 EUR • six second prizes of 30.000 EUR • ten third prizes of 17.000 EUR. Who can apply The prize is open to individuals or groups of individuals (natural persons). The individual applicant (or the group leader, in case of groups of individuals applying) must have at least a Master's Degree and must, at the time of the application, be affiliated with a legal entity such as, for example, an academic institution, organisation, civil society organisation, company or other type of legal entity established and based in an EU Member State. Eligible participants include scientists, artists, scholars/researchers, writers, journalists and all kinds of other actors who can contribute to articulating what Europe stands for today and tomorrow and why European citizens should "fall in love with Europe" despite its imperfections. Deadlines Registration of intention to apply is compulsory by 16 August 2017. The deadline for applications is 02 October 2017. Applications will be assessed in October 2017 and the Award Ceremony will be held in early 2018. Documents Step 1: In order to take part, potential applicants should read the Contest Rules and register via the online form by 16/08/2017. Step 2: Only Individuals who registered by the deadline above will be invited to submit a full application by 02/10/2017. Applicants will have to submit (online only): • Information about the Applicant form • Online Application Form (an example of the form has been made available to assist potential applicants in preparing their submission) • Declaration of honour: • For a single individual • For a team/group of individuals Status Open
Scadenza: 
Mer, 16/08/2017

Articoli

Durante un convegno tenutosi a Torino nel 1992 dal titolo “L’identità culturale europea” confluito successivamente nel testo Oggi l’Europa, Derrida ripropone a più riprese la seguente questione: «Qualcosa di unico è in corso in Europa, in ci...

Rivista di Studi Politici

Il Focus del terzo numero della «Rivista di Studi Politici» è affidato alla scottante tematica della comunicazione politica, alternando – come nostro costume redazionale – contributi teorici ad altri empirici, riferiti a casi studio che hanno recentemente infiammato l’opinione pubblica. Ernesto Preziosi offre al lettore un’interessante e originale prospettiva in base alla quale la “discesa in campo” di Silvio Berlusconi è considerata solamente un epifenomeno – e non la principale causa – della personalizzazione della politica che affligge il nostro Paese da diversi decenni. A monte, infatti, bisogna rintracciare l’inizio di una stagione caratterizzata dalla crisi della democrazia rappresentativa, malamente tamponata dalla ricerca del “leader a tutti i costi” e del rapporto diretto con i cittadini/ elettori. I mezzi di comunicazione di massa si innestano su un contesto del genere, indirizzando «il gradimento popolare verso punti di riferimento non politici»: si iniziò con la tragedia di Vermicino e la diretta televisiva del povero Alfredino caduto nel pozzo (giugno 1981), si continuò con l’esaltazione della vittoria calcistica nei Mondiali del 1982, per poi continuare alternando cronaca nera e soft news, il tutto all’insegna di una comunicazione che Preziosi definisce “seduttiva”, all’interno della quale si cala il fenomeno-Berlusconi. In quanto “esterno” ma non certo “estraneo” all’agone politico, il fondatore di Forza Italia si trovava particolarmente a suo agio in una stagione politica e televisiva che rifiutava “le ideologie e i vasti orizzonti ideali” per abbracciare, al contrario, la retorica di un benessere diffuso e di una felicità generalizzata, per quanto di plastica. Da qui al populismo il passo è breve e transita attraverso l’americanizzazione della politica italiana, per poi giungere alle invettive, agli sproloqui e alle iniziative di piazza chiamate attraverso la parola d’ordine di un insulto (il “Vaffa... day” di Grillo), ideale e triste suggello di un “primo tempo” dell’Italia repubblicana che forse si era chiuso ben prima, alla fine degli anni Settanta dello scorso secolo, ma non ce ne eravamo accorti. La disaffezione che i cittadini italiani mostrano di avere, almeno “carsicamente”, nei confronti del sistema politico è oggetto anche dell’analisi di Stefano Sepe, sullo sfondo della cosiddetta “democrazia del leader” e dell’ossessiva – da parte di questi – ricerca di consenso, spesso mediante strumenti comunicativi deputati a ciò, ma totalmente sganciati da una progettualità politica. Ci dovremmo forse stupire, quindi, dell’estrema caducità degli attuali leader italiani, incapaci di reiterare le proprie “narrazioni vincenti” quando variabili nazionali o estere mutano il quadro politico? I media come collante sociale non riescono a nobilitare l’ambiguità – «in larga misura obbligata» – dei loro effetti, così come il falso livellamento, promesso dalla Rete, tra il discorso del Re e un’incerta opinione dell’uomo della strada non può assicurare quella sintesi tra idee diverse che è l’obiettivo ultimo della pratica democratica. Si prenda il caso statunitense, oggi sulla cresta dell’onda. Il punto, a nostro avviso, non consiste nello stabilire le vere o solo presunte ingerenze russe nelle elezioni Usa, quanto nell’approfondire la strategia comunicativa di Donald Trump, risultata decisiva per la vittoria elettorale di un candidato addirittura inviso a buona parte del suo stesso partito. Il contributo di Eugenio Camodeo, come pure quello di Paolo De Nardis e Luca Alteri, sottolinea come un sapiente utilizzo dei vecchi e dei nuovi media abbia caratterizzato la chiave di volta non solo per il sorprendente trionfo di colui che Giuliano Ferrara definisce “l’Impostore arancione”, ma anche per la precedente – duplice e non meno inattesa – vittoria di Obama: entrambi hanno saputo trovare il giusto bilanciamento tra le istanze di cambiamento espresse da una fetta consistente dell’elettorato e la canalizzazione di tale malcontento in favore di un candidato outsider. Nulla – neanche la trovata più naïf e apparentemente ingenua – viene prodotto casualmente, ma è il risultato di precise e costose strategie comunicative, irrorate da una grande quantità di dollari. Alla vigilia di una campagna elettorale che si annuncia, per il nostro Paese, lunga e “tempestosa”, la questione della legge elettorale continua a essere il perno delle reciproche invettive tra gli opposti schieramenti. “È così in ogni Paese”, si è tentati di affermare, ma altrove – dobbiamo ammetterlo – si vola più in alto e la dialettica politica quotidiana consente riflessioni generalizzabili e non prive di un respiro teorico. Ne costituisce un esempio il contributo di Giuliano Bianchi di Castelbianco, il quale – partendo dalle elezioni politiche e dal sistema elettorale nella Repubblica di San Marino – propone al lettore un più ampio ragionamento sulla applicabilità pratica dei modelli politologici e, in generale, delle teorizzazioni proprie delle scienze sociali.

Notizie

La relatrice sottolinea il prezioso contributo del progetto Ru.S.H di cui l'Istituto è partner
La Regione Campania ha una nuova Legge sui beni confiscati.

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