Uno specchio d’acqua che segna un destino comune, che unisce e troppo spesso divide. Luogo di traffici e di scambi, punto d’incontro di culture, civiltà e religioni, ‘spazio-movimento’ nella definizione che ne dà Fernand Braudel, perché è ciò che storicamente lo attraversa – persone, merci, idee – a plasmarne l’identità.
Il Mediterraneo è uno ‘spazio-movimento’ in trasformazione: l’instabilità a lungo latente è deflagrata producendo un conflitto. Oggi più che mai, si avverte dunque l’esigenza di strumenti che aiutino a orientarci, a comprendere la complessità delle dinamiche politiche, economiche e sociali che segnano la regione, a interpretare il presente che stiamo vivendo e il futuro che ci attende.
L’Atlante Geopolitico del Mediterraneo dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, giunto alla sua dodicesima edizione, continua a essere un punto di riferimento per la comunità degli studiosi, dei ricercatori ma anche dei lettori appassionati che vogliono provare ad analizzare i cambiamenti in corso nel bacino del Mare Nostrum, segnato dalla tragedia senza fine del conflitto israelo-palestinese e sconvolto dalla guerra che coinvolge Israele, Stati Uniti e Iran.
Nella sezione degli Approfondimenti, il saggio di Dalia Ghanem racconta la percezione che di Israele hanno gli Stati arabi della regione, con uno scollamento non di rado significativo tra cancellerie e opinioni pubbliche. Il contributo di Nimrod Goren ribalta invece la prospettiva e descrive come Israele percepisce se stesso dopo il 7 ottobre, restituendo la fotografia di un Paese che spesso si ritiene incompreso dagli alleati ma in cui parte della società civile non si esime da un approfondito esame di coscienza.
La sezione delle Schede Paesi offre poi una ricostruzione storica e una lettura aggiornata delle dinamiche politiche, economiche, sociali e internazionali degli 11 Stati della sponda sud del Mediterraneo, con il solido supporto di un ricchissimo e aggiornato apparato di statistiche e dati.
Infine, la sezione dei Dialoghi mediterranei inquadra il ruolo di alcuni rilevanti attori politici nell’area e come essi abbiano reagito alla crescente instabilità che l’attraversa.
Il risultato è un’opera scientificamente solida ma anche di facile consultazione, indispensabile per capire il Mediterraneo in uno dei momenti più travagliati della sua millenaria storia.
Con un monito all’Europa, affinché sia consapevole del suo ruolo e si adoperi per il rilancio di una decisa azione politica nella regione. Perché, come diceva Aldo Moro, «Nessuno è chiamato a scegliere tra l’essere in Europa e essere nel Mediterraneo, poiché l’Europa intera è nel Mediterraneo».
Editore: Bordeaux edizioni
Anno: 2026